Tipologie di buoni pasto e formati ammessi
I formati sono tre e il regime fiscale ne riconosce due. Il buono pasto cartaceo è il carnet che l’esercente ritira datato e firmato. Il buono pasto elettronico viaggia su una card con chip letta dal POS. Il buono pasto digitale vive in un’applicazione sullo smartphone. Ai fini dell’esenzione elettronico e digitale sono equiparati.
| Formato | Soglia giornaliera esente |
|---|---|
| Elettronico o digitale | 10 euro |
| Cartaceo | 4 euro |
| Indennità sostitutiva in busta paga | nessuna, salvo 5,29 euro per cantieri edili e strutture temporanee |
Su 220 giornate lavorate il plafond annuo esente per dipendente arriva a 2.200 euro con il formato elettronico contro 880 euro con il cartaceo. La soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici riguarda l’importo erogabile senza tassazione, non il valore facciale, che il datore di lavoro fissa liberamente: un buono da dodici euro è esente per dieci e imponibile per due.
Buoni pasto in busta paga: costi a confronto
Quanto costa all’azienda riconoscere al dipendente due euro netti in più al giorno, circa 44 euro netti al mese su 22 giornate lavorate, per le due strade disponibili.
| Voce | Importo mensile |
|---|---|
| Costo azienda via buono pasto elettronico | 44 euro |
| Costo azienda via buono pasto, al netto dell’IRES | circa 33 euro |
| Aumento lordo necessario per 44 euro netti | circa 72 euro |
| Costo azienda via aumento retributivo | circa 94 euro |
| Costo azienda via aumento, al netto dell’IRES | circa 71 euro |
Il calcolo assume un dipendente nel secondo scaglione IRPEF con aliquota marginale al 33%, contributi a carico del lavoratore al 9,19%, contributi a carico del datore attorno al 30% e IRES al 24%. Sono ordini di grandezza: l’aliquota marginale effettiva sale per l’effetto delle detrazioni decrescenti e i contributi datoriali variano per settore e dimensione. Il rapporto fra le due strade regge comunque, e il costo aziendale del buono pasto si colloca sotto la metà di quello di un aumento che produca lo stesso netto.
Il buono pasto non è retribuzione. Non alimenta il TFR, la tredicesima e il montante contributivo, non matura nei giorni di ferie, malattia e assenza, non è convertibile in denaro, scade e vale solo dove la rete lo accetta. Un aumento da 72 euro lordi produce oggi 44 euro netti e domani pensione, liquidazione e capacità di credito.
Il calcolatore dello stipendio netto di PMI.it permette di rifare il conto sui parametri della propria azienda, a partire dal reddito del dipendente e dall’aliquota marginale effettiva, e di confrontare il netto prodotto da un aumento retributivo con i 2.200 euro annui esenti erogabili in forma di buono pasto elettronico.
Le voci da verificare nell’offerta prima di firmare
Compresso lo sconto sul valore facciale, il confronto fra emittenti si sposta sulle condizioni di servizio. Le voci contrattuali da richiedere per iscritto sono poche:
- lo sconto effettivo sul valore facciale e le commissioni di servizio fatturate all’azienda, distinte dal prezzo dei buoni;
- il minimo d’ordine, la frequenza di riordino e i tagli disponibili, che vincolano la scelta del valore facciale;
- la durata di validità dei buoni emessi e il trattamento di quelli scaduti o non utilizzati;
- la copertura della rete convenzionata sugli indirizzi delle sedi aziendali, verificata sul territorio e non sul dato nazionale;
- l’accettazione fuori dalla pausa pranzo, la sera e nei giorni festivi, che dipende dalle condizioni applicate all’esercente;
- i tempi di rimborso agli esercizi convenzionati, che determinano quanti locali accettano quel circuito;
- la gestione di smarrimento, blocco e sostituzione della card e l’assegnazione a chi lavora fuori sede o da remoto.
