Come avviare con successo una PMI: guida in 10 passi
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Come avviare con successo una PMI: guida in 10 passi

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Cercare finanziamenti e/o investitori

Trovare fondi per una startup rappresenta una delle sfide più complesse nella fase iniziale di un progetto imprenditoriale. Esistono diverse strade percorribili, ognuna delle quali richiede un’attenta preparazione, credibilità e una strategia ben definita.

Il budget necessario può essere reperito tramite finanziamento o prestito, o anche tramite crowdfunfing, quindi trovando degli investitori (o Business Angel) che credono nella propria idea. Ovviamente si può anche scegliere per una combinazione di strumenti di finanziamento.

Di seguito, una panoramica delle principali modalità per ottenere finanziamenti o coinvolgere investitori.

  • Bootstrapping e “3F” – Nella fase iniziale, molte startup si finanziano tramite risorse proprie (bootstrapping) oppure attraverso le cosiddette “3F”: family, friends & fools. Questi capitali possono costituire un primo supporto utile, a patto che vengano gestiti con chiarezza contrattuale, al pari di qualsiasi altra forma di finanziamento.
  • Crowdfunding – Esistono due modelli principali di crowdfunding. Il reward crowdfunding (es. Kickstarter, Eppela) prevede una ricompensa simbolica in cambio del contributo economico, mentre l’equity crowdfunding implica la cessione di quote della società. In Italia quest’ultima modalità è regolamentata e riservata alle startup innovative.
  • Business Angels – Sono investitori privati che apportano capitale proprio in cambio di equity, spesso accompagnando il finanziamento con consulenza e networking. In Italia operano attraverso network come IBAN (Italian Business Angels Network) o IAG (Italian Angels for Growth), con particolare interesse per i settori digitali e industriali.
  • Incubatori e acceleratori – Offrono programmi di accompagnamento allo sviluppo imprenditoriale, combinando formazione, mentoring, accesso a network e, in alcuni casi, finanziamenti iniziali. Tra le realtà italiane più attive si segnalano Peekaboo, Luiss EnLabs e Polihub.
  • Venture Capital – Questi Fondi intervengono in fasi più avanzate, quando la startup ha già validato il prodotto/servizio e dimostrato potenziale di scalabilità. Gli investimenti sono più consistenti, ma prevedono un processo di due diligence approfondito e negoziazioni dettagliate sul governo societario e le prospettive di uscita.
  • Finanziamenti pubblici e bandi – Esistono numerosi strumenti pubblici a sostegno delle startup. Tra questi, “Smart&Start Italia” di Invitalia eroga finanziamenti agevolati per importi compresi tra 100.000 e 1,5 milioni di euro. Sono attivi anche bandi regionali e contributi a fondo perduto erogati tramite fondi europei o PNRR.
  • Canali di ricerca degli investitori – Gli investitori possono essere identificati tramite piattaforme digitali specializzate (come AngelList, Crunchbase o OpenVC) o partecipando a eventi dedicati all’ecosistema startup. Altri canali utili sono rappresentati dalle community professionali (es. LinkedIn), dagli incubatori stessi e dai meetup settoriali.

Modalità di approccio agli investitori

Il punto di partenza consiste nella redazione di un business plan completo e di un pitch deck sintetico ed efficace. Questi documenti devono includere la definizione del problema affrontato dalla startup, il modello di business, l’analisi del mercato di riferimento, la strategia commerciale e le proiezioni economico-finanziarie. Risulta utile disporre di un MVP (Minimum Viable Product) o di una prima validazione del prodotto o servizio.

Il processo di selezione degli investitori deve basarsi su criteri coerenti con la fase di sviluppo e il settore di attività. È preferibile ottenere una presentazione tramite referenze condivise (warm introduction) piuttosto che inviare contatti a freddo. I materiali iniziali di presentazione includono un pitch deck e un one-pager ben costruiti. Durante le trattative è importante prestare attenzione alle clausole contenute nel term sheet, in particolare quelle relative alla governance, ai diritti di liquidazione e alla possibilità di exit.

È raccomandabile selezionare investitori capaci di offrire, oltre al capitale, anche supporto strategico e accesso a reti di valore (smart money).

Tempistiche e progressione dei round

La ricerca di capitali esterni dovrebbe essere avviata solo dopo la validazione dell’idea e lo sviluppo di un MVP. È comune strutturare una raccolta fondi progressiva: si parte con round di tipo pre-seed o seed (tramite business angel, crowdfunding o bandi), per poi passare eventualmente a round Serie A o B con il coinvolgimento di fondi di venture capital.

Schema operativo sintetico

  • Definizione e preparazione dei materiali fondamentali (pitch deck, business plan, MVP)
  • Ricorso a capitali personali o provenienti dal network personale
  • Partecipazione a programmi di incubazione, call pubbliche e campagne di crowdfunding
  • Sviluppo di relazioni e partecipazione a eventi del settore
  • Utilizzo di piattaforme e database digitali per il contatto con investitori
  • Pianificazione e gestione di round di finanziamento coerenti con la crescita dell’impresa
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