Tra Colleghi

Tra Colleghi è la newsletter di PMI.it dedicata ai lavoratori dipendenti. Ogni due settimane le novità del lavoro, spiegando in modo chiaro e concreto ciò che incide su diritti, sicurezza, stipendi e welfare.


07/07/2026

Tra colleghi – La quattordicesima è arrivata? Controlla se ti spetta e se il conto torna

Tra colleghi – La quattordicesima è arrivata? Controlla se ti spetta e se il conto torna Le novità dal mondo del lavoro per chi lavora ogni giorno
 
 
 
img
 
Novità, diritti, sicurezza
 

Tra colleghi

Ciao,

c’è un piccolo rito che in questi giorni si ripete in milioni di case italiane: si apre la busta paga — o il cedolino della pensione — e si va subito a cercare quella voce in più. La quattordicesima. Per qualcuno è già arrivata a fine giugno, per altri arriva in questi giorni, per altri ancora… non arriva affatto. E qui iniziano le domande.

Perché il collega la prende e io no? Perché è più bassa del mio stipendio normale, se in teoria vale “una mensilità”? E per i nostri genitori pensionati: come mai al vicino di casa è arrivata e a loro no, se le pensioni sembrano simili?

La quattordicesima è una delle voci più fraintese del mondo del lavoro, anche perché sotto lo stesso nome convivono due cose completamente diverse: una mensilità contrattuale per i dipendenti e una somma assistenziale per i pensionati a basso reddito. Regole diverse, importi diversi, logiche diverse.

Oggi mettiamo ordine, così quando apri il cedolino sai esattamente cosa aspettarti — e cosa fare se qualcosa non torna.

Buona lettura!

Quattordicesima: chi la prende davvero, quanto vale e perché è più "leggera" del previsto

Partiamo dal chiarimento fondamentale: la quattordicesima non è un diritto universale. A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i lavoratori dipendenti per legge, la quattordicesima esiste solo per due categorie precise: i dipendenti il cui contratto collettivo la prevede, e i pensionati che rispettano determinati requisiti di età e reddito. Due mondi che non si toccano, con regole che non hanno nulla in comune. Vediamoli uno alla volta.

Dipendenti: tutto dipende dal tuo contratto

Per chi lavora, la regola è una sola: la quattordicesima spetta se e solo se il tuo CCNL la prevede. Non c’è una legge dello Stato che la imponga: è frutto della contrattazione tra sindacati e associazioni datoriali, settore per settore. Quest’anno la riceveranno quasi 8 milioni di lavoratori — tanti, ma non tutti.

Tra i contratti che la prevedono ci sono i grandi settori del terziario: commercio, turismo, pubblici esercizi, studi professionali, alimentare, logistica e autotrasporto, multiservizi e pulizie, vigilanza privata, assicurazioni, farmacie. Restano fuori — e questa è la sorpresa amara per molti — i metalmeccanici, il CCNL Comunicazioni e quasi tutto il pubblico impiego, oltre a stagisti, tirocinanti, collaboratori e lavoratori domestici.

Il modo più rapido per scoprire se ti spetta: guarda la tua busta paga, dove è sempre indicato il CCNL applicato, e verifica se prevede 14 mensilità. In alternativa, controlla i cedolini di giugno-luglio dell’anno scorso: se la quattordicesima c’era, salvo cambi di contratto ci sarà anche quest’anno.

Quando arriva (e perché non a tutti nello stesso momento)

Il calendario non è uguale per tutti: ogni contratto fissa la sua data. Alcuni pagano a giugno (studi professionali e logistica entro il 30 giugno), il grosso arriva a luglio: commercio e terziario entro i primissimi giorni del mese, pulizie e multiservizi entro il 15 luglio, alimentare entro fine mese. Nel turismo di solito coincide con la normale busta paga di luglio, con la particolarità dei pubblici esercizi con percentuale sul servizio, dove vale il 70%.

Il datore può erogarla dentro la busta paga di giugno oppure con un cedolino separato nel corso di luglio: entrambe le modalità sono corrette, conta il rispetto della scadenza fissata dal CCNL.

Il conto che non torna: perché è più bassa dello stipendio

Ecco la domanda che ogni anno genera più delusione: “se la quattordicesima vale una mensilità, perché sul conto ne arriva molta meno?”. La risposta sta in tre meccanismi, tutti legittimi ma poco conosciuti.

Primo: si calcola solo sulla retribuzione fissa. La formula base restituisce un dodicesimo della retribuzione lorda mensile per ogni mese maturato, ma senza contare straordinari, premi e tutte le voci variabili. Se il tuo stipendio “vero” è gonfiato da queste componenti, la quattordicesima sarà visibilmente più magra.

Secondo: niente detrazioni fiscali. Questo è il punto decisivo. Sulle mensilità ordinarie l’IRPEF viene ammorbidita dalle detrazioni da lavoro dipendente e per familiari a carico, che il datore spalma sulle 12 mensilità ordinarie. Sulla quattordicesima queste detrazioni non si applicano: i contributi previdenziali (il 9,19% nella generalità dei casi) si pagano per intero, e l’IRPEF colpisce l’imponibile senza sconti. Risultato: a parità di lordo, il netto è sensibilmente più basso di una mensilità normale.

Terzo: la maturazione è proporzionale. La quattordicesima si accumula mese per mese, di norma dal 1° luglio dell’anno precedente al 30 giugno di quest’anno. Se sei stato assunto a gennaio, hai maturato solo sei dodicesimi. Lo stesso vale per il part-time verticale e per i periodi di assenza non retribuita, che riducono i ratei.

Una cosa buona da sapere: la quattordicesima concorre all’imponibile previdenziale e fiscale e al TFR. Non è un regalo “fuori busta”: è retribuzione a tutti gli effetti, che pesa anche sulla tua pensione futura.

Pensionati: la quattordicesima è un'altra cosa

Per i pensionati la quattordicesima non c’entra nulla con i contratti: è una somma aggiuntiva assistenziale che l’INPS eroga a chi ha redditi bassi, introdotta nel 2007 e ampliata nel 2017. Con il messaggio n. 2052 del 19 giugno 2026, l’INPS ha confermato il pagamento con il cedolino del 1° luglio per chi ha i requisiti.

I requisiti sono due, entrambi obbligatori:

  • Almeno 64 anni di età compiuti entro il 31 luglio 2026 (in pratica, i nati prima del 1° gennaio 1963 la ricevono a luglio; chi compie 64 anni tra agosto e dicembre la riceve a dicembre, in misura ridotta per i mesi spettanti).
  • Un reddito annuo entro due volte il trattamento minimo INPS, che per il 2026 è di 611,85 euro mensili (7.954,05 euro annui). Le soglie quindi sono: fino a 11.931,08 euro per l’importo pieno, tra 11.931,08 e 15.908,10 euro per l’importo ridotto.

Gli importi dipendono anche dagli anni di contributi, con una distinzione tra ex dipendenti ed ex autonomi:

  • Fino a 15 anni di contributi da dipendente (18 da autonomo): 437 euro in fascia piena, 336 euro in fascia ridotta.
  • Da 15 a 25 anni (18-28 da autonomo): 546 euro in fascia piena, 420 euro in fascia ridotta.
  • Oltre 25 anni (oltre 28 da autonomo): 655 euro in fascia piena, 504 euro in fascia ridotta.

Una buona notizia sul calcolo del reddito: non tutto si conta. Restano fuori dalla soglia la casa di abitazione, il TFR, gli assegni familiari, l’indennità di accompagnamento e gli arretrati a tassazione separata. Un errore comune è sommare la rendita catastale della propria casa e concludere di non averne diritto — non è così.

La quattordicesima non spetta invece a chi percepisce invalidità civile, assegno sociale, APe Sociale, indennizzo commercianti e alcuni trattamenti particolari.

"Non mi è arrivata": cosa fare, caso per caso

Se sei un dipendente e la quattordicesima non compare né a giugno né a luglio, procedi con ordine: verifica prima che il tuo CCNL la preveda davvero e quale sia la scadenza esatta; controlla poi se l’importo è stato liquidato pro quota (assunzione recente, part-time, assenze); infine chiedi all’ufficio paghe o al consulente del lavoro. Se il contratto la prevede e il datore non la eroga, è un inadempimento contrattuale: puoi farla valere, anche con l’aiuto di un sindacato o di un legale, e il diritto si prescrive in cinque anni.

Se sei un pensionato (o stai aiutando un genitore a capirci qualcosa), il pagamento è automatico: non serve domanda. L’INPS lo dispone d’ufficio in via provvisoria in base ai redditi presenti nei suoi archivi, con verifica successiva sui dati dell’Agenzia delle Entrate. Se ritieni di averne diritto ma nel cedolino di luglio non c’è, puoi presentare una domanda di ricostituzione reddituale: online dal sito INPS (percorso Pensione e Previdenza, Benefici previdenziali e detrazioni, Quattordicesima, con SPID, CIE o CNS) oppure gratuitamente tramite patronato. Sul portale INPS c’è anche una verifica guidata nella sezione “Bonus quattordicesima” del Consulente digitale delle pensioni.

Attenzione al rovescio della medaglia: siccome il pagamento di luglio è provvisorio, se i redditi a consuntivo risultano sopra soglia l’INPS può chiedere la restituzione. Se sai di aver avuto nel 2025-2026 redditi extra significativi (affitti, lavoretti, altre pensioni), tienine conto prima di spendere la somma.

Cosa fare adesso

  • Trova il tuo CCNL sulla busta paga. È scritto nell’intestazione del cedolino. Una ricerca veloce ti dice se prevede la quattordicesima e con quale scadenza.
  • Controlla la voce sul cedolino. Cerca “quattordicesima” o “mensilità aggiuntiva”. Verifica anche il numero di ratei: se non è 12/12, dev’esserci una ragione (assunzione in corso d’anno, assenze).
  • Non confrontarla con lo stipendio normale. Il netto è fisiologicamente più basso: niente detrazioni, tassazione piena. Non è un errore del datore.
  • Per i pensionati: controlla il cedolino di luglio su MyINPS. La voce si chiama “somma aggiuntiva”. Se manca e i requisiti ci sono, domanda di ricostituzione online o dal patronato — è gratuita.
  • Ricorda cosa non fa reddito. Casa di abitazione, TFR, accompagnamento e assegni familiari non contano per le soglie: non auto-escluderti per un calcolo sbagliato.
  • Se il datore non paga ciò che il CCNL prevede, muoviti. Prima una richiesta scritta all’azienda, poi eventualmente sindacato o vertenza. Il diritto c’è, ma va esercitato.

La quattordicesima racconta bene una cosa del nostro mondo del lavoro: gli stessi nomi possono nascondere realtà diversissime, e ciò che sembra un regalo d’estate è in realtà il frutto di contratti, requisiti e calcoli precisi. Conoscerli non rende la somma più alta — ma ti mette nella condizione di sapere se ti spetta, quanto ti spetta, e di non lasciare nulla per strada. Che poi è esattamente lo spirito di questa newsletter.

📰 Notizie per chi lavora

📝 TFR al fondo pensione: online il modulo per scegliere (hai 60 giorni)

Dal 1° luglio il silenzio-assenso sul TFR è realtà: per i nuovi assunti del settore privato scatta l’adesione automatica al fondo pensione di categoria, salvo scelta diversa entro 60 giorni dall’assunzione. Il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul Portale della Previdenza Complementare il modulo provvisorio per esprimere la scelta: quattro opzioni per chi è alla prima assunzione, dal conferimento automatico al mantenimento del TFR in azienda. Attenzione al punto chiave, di cui avevamo parlato nel numero dedicato: superati i 60 giorni senza scelta, il conferimento al fondo diventa definitivo e irrevocabile. Chi è stato assunto prima del 1° luglio resta invece nel vecchio regime dei sei mesi. Esclusi lavoratori domestici, dipendenti pubblici e contratti sotto i 60 giorni.

➡️ Come si compila il modulo, sezione per sezione

🏫 Contratto scuola firmato: aumenti e arretrati fino a 1.250 euro in arrivo su NoiPA

Il 1° luglio è stata firmata all’ARAN la parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: per circa 1,2 milioni di lavoratori di scuola, università, ricerca e AFAM gli aumenti diventano dovuti, con erogazione automatica sul cedolino NoiPA nel corso dell’estate. A regime, dal 2027, l’aumento medio è di 137 euro lordi mensili (143 per i docenti). La voce più attesa sono gli arretrati per il periodo gennaio 2025 – giugno 2026: tra 815 e 1.250 euro lordi a seconda di profilo e anzianità, con tassazione separata (quindi il netto sarà inferiore). L’accredito potrebbe arrivare con emissione straordinaria entro fine luglio o slittare ad agosto — non serve alcuna domanda.

➡️ Le tabelle degli aumenti e il calendario dei pagamenti

💶 Flat tax al 5% sugli aumenti da rinnovo: il Governo annuncia la proroga al 2027

Intervenendo al congresso UIL del 2 luglio, la premier Meloni ha aperto alla proroga nella Manovra 2027 della detassazione al 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale, oggi prevista solo per gli incrementi pagati nel 2026. La misura riguarda i dipendenti privati con reddito fino a 33.000 euro: su un aumento di 1.000 euro lordi annui, il risparmio rispetto all’IRPEF ordinaria supera i 280 euro. Confermata anche la linea sull’imposta all’1% sui premi di produttività fino a 5.000 euro per il biennio 2026-2027. Per ora si tratta di un annuncio politico: la conferma arriverà solo con il testo della Legge di Bilancio in autunno.

➡️ Come funziona la detassazione e chi ci guadagna