Assegno di inclusione per il canone di locazione
Contributo per l’affitto fino a 3.640 euro annui, pari a circa 303 euro al mese, che si aggiunge all’integrazione al reddito per chi vive in una casa in locazione.
Requisiti richiesti:
- titolarità dell’Assegno di Inclusione, quindi ISEE per l’inclusione non superiore a 10.140 euro;
- contratto di locazione regolarmente registrato e riferito all’abitazione di residenza del nucleo;
- indicazione degli estremi di registrazione del contratto nella domanda di ADI;
- per i nuclei composti solo da over 67 o da persone con disabilità grave, tetto ridotto a 1.950 euro annui.
È la quota che più spesso viene persa per un difetto formale: senza registrazione del contratto il contributo non spetta, e chi vive in una casa intestata a un familiare senza contratto scritto non può richiederlo. L’importo non viene erogato in aggiunta al canone effettivo ma fino a concorrenza dello stesso, quindi chi paga un affitto inferiore al massimale riceve la cifra pagata. Il tetto più basso previsto per i nuclei di soli anziani si spiega con la quota base più alta riconosciuta a quelle famiglie, che arriva a 692,05 euro mensili. Le regole di calcolo delle due quote sono raccolte nello speciale Assegno di Inclusione.
