Ciclo passivo, quando si usa TD17, TD18 o TD19
Sulle fatture ricevute da fornitori esteri l’obbligo comunicativo si assolve trasmettendo al SdI un documento elettronico di integrazione o autofattura, con un tipo documento che dipende dall’oggetto dell’acquisto e non dalla nazionalità del fornitore.
| Tipo documento | Operazione |
|---|---|
| TD17 | acquisto di servizi da fornitore UE o extra-UE, con integrazione o autofattura |
| TD18 | acquisto intracomunitario di beni, con integrazione della fattura del cedente UE |
| TD19 | acquisto di beni già presenti in Italia ceduti da un soggetto non residente, ex art. 17, comma 2, del DPR n. 633/1972 |
La classificazione va fatta sull’operazione. Un servizio ricevuto da un fornitore comunitario è TD17 e non diventa TD18 perché il prestatore è europeo; un bene acquistato da un venditore estero ma già stoccato in Italia è TD19 e non un acquisto intracomunitario. I beni importati con dichiarazione doganale escono da questa mappa: l’imposta si assolve in dogana.
Alla trasmissione via SdI l’Agenzia delle Entrate collega l’elaborazione delle bozze dei registri IVA precompilati: l’integrazione effettuata in modalità analogica resta consentita, e in quel caso l’operazione non compare nei documenti precompilati messi a disposizione nell’area riservata.
La guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro, aggiornata alla versione 1.10 del 1° aprile 2025, ha introdotto il tipo documento TD29, con cui il cessionario segnala l’omessa o irregolare fatturazione del cedente ai sensi dell’art. 6, comma 8, del D.Lgs. n. 471/1997. Il TD29 è una comunicazione e non consente la detrazione dell’imposta.
