Codice destinatario XXXXXXX e dati della controparte estera
Nelle fatture verso un soggetto non stabilito in Italia il campo CodiceDestinatario va valorizzato con il codice convenzionale XXXXXXX, sette lettere X maiuscole, che segnala al Sistema di Interscambio l’assenza del destinatario dall’anagrafica italiana. Il valore 0000000 è riservato ai casi in cui la controparte disponga di una posizione IVA italiana.
Nel blocco identificativo del cliente la compilazione segue regole distinte da quelle nazionali:
- nel campo IdPaese va il codice ISO dello Stato della controparte, indipendentemente dalla valuta di fatturazione;
- nel campo IdCodice va la partita IVA comunitaria completa di prefisso per i soggetti UE, oppure qualsiasi valore alfanumerico identificativo fino a 28 caratteri per i soggetti extra-UE;
- sull’IdCodice dei soggetti extracomunitari il SdI non effettua controlli di validità, con la conseguenza che un dato errato passa i controlli formali e viene rilevato solo in fase di accertamento.
Su questa asimmetria si concentra il rischio più frequente. Per i clienti comunitari il controllo della partita IVA della controparte va fatto prima dell’emissione: il servizio gratuito di PMI.it verifica la correttezza formale del numero e indica i canali dell’Agenzia delle Entrate per l’accertamento in Anagrafe tributaria e nel registro VIES. Un committente comunitario privo di iscrizione al VIES fa venire meno la presunzione di soggettività passiva, e l’operazione torna a essere territorialmente rilevante in Italia con applicazione dell’IVA nazionale.
Oltre al file XML inviato al SdI, il cliente estero va servito con una copia del documento in formato cartaceo o PDF: il canale telematico italiano non gli recapita nulla.
