di Noemi Ricci
Oggi il conto corrente è lo strumento principale per l’accredito dello stipendio e della pensione, per la domiciliazione delle utente, per i pagamenti e i bonifici veloci. Ogni conto offre servizi simili ma i costi variano di molto. Sul mercato non mancano neppure quelli a zero spese.
Le banche digitali e molti istituti tradizionali propongono oggi soluzioni con canone ridotto o azzerato, spesso legate all’accredito dello stipendio o della pensione. In alcuni casi, inoltre, sulla liquidità depositata possono maturare interessi o altri vantaggi promozionali che contribuiscono a compensare i costi del conto. Di seguito un confronto aggiornato tra alcuni dei conti correnti più interessanti disponibili sul mercato.
- Conto Online Crédit Agricole canone zero e bonus fino a 600 euro
- Conto Trade Republic remunerato al 2% con IBAN italiano
- Conto BPER Pro Under 35 canone zero e prelievi gratuiti in Italia
- Conto BBVA remunerato al 3% con cashback sugli acquisti
- Conto Credem Link con carta gratuita e apertura anche tramite SPID
- Conto Corrente Arancio Più ING con canone zero e cashback fino a 500 euro
- Conto Corrente isyPrime canone zero fino a 35 anni con bonifici e prelievi gratuiti
- Conto Fineco One con canone zero e 100 ordini di trading gratuiti
- SelfyConto Mediolanum conto digitale con canone zero e bonifici gratuiti
- Conto Classic Widiba con bonifici gratuiti e tasso del 2% sui vincoli a 6 mesi
- Tabella comparativa dei conti correnti zero spese migliori di marzo 2026
Anche nella gestione del conto esistono diversi modi per risparmiare, riducendo i costi di canone e delle operazioni oppure sfruttando promozioni, interessi sulla liquidità o programmi di cashback.
Per scegliere la soluzione più adatta è utile partire dalle proprie esigenze:
- tipo di operatività, prevalentemente online, in filiale oppure mista;
- frequenza di utilizzo del conto e dei servizi bancari;
- presenza o meno dell’accredito di stipendio o pensione;
- numero di bonifici effettuati ogni mese;
- necessità di strumenti tradizionali come il libretto degli assegni;
- ammontare medio delle somme depositate;
- utilizzo di carte e pagamenti digitali.
