Tasse e spese accessorie
Quando si tratta di fare un investimento importante come l’acquisto di un immobile, è fondamentale è non dimenticare le spese accessorie, come:
- la tariffa di intermediazione da versare all’agenzia immobiliare;
- le imposte da versare, che cambiano a secondo del soggetto che vende l’immobile, è un’impresa costruttrice o un privato;
- eventuali spese per la ristrutturazione dell’immobile, per l’acquisto di arredi e di elettrodomestici.
Per quanto riguarda le imposte si tratta ad esempio di:
- IVA (per le case nuove acquistate dal costruttore);
- imposta di registro (per le case di “seconda mano”);
- imposta ipotecaria;
- imposta catastale:
- imposta di bollo;
- tassa ipotecaria.
Imposta di registro, IVA e imposte ipotecaria e catastale variano a seconda che l’acquisto sia da privato o da impresa, e se si tratta di prima o seconda casa. Per un immobile a uso investimento (quindi seconda casa), l’imposta di registro è del 9% sul valore catastale, con un minimo di 1.000 euro.
Per notaio e spese legali, il costo della stipula dell’atto può andare da 1.000 a 3.000 euro, a seconda del valore dell’immobile e della complessità della pratica. Per le spese di agenzia, se ci si affida a un intermediario, bisogna calcolare una commissione variabile tra il 2% e il 4% del prezzo d’acquisto, più IVA.
Per ristrutturazioni e adeguamenti, eventuali lavori vanno pianificati in ottica di ritorno sull’investimento e inseriti nel preventivo dell’eventuale mutuo da chiedere. Infine, non bisogna dimenticare tasse fisse come IMU e TARI, che vanno pagate ogni anno e variano in base alla rendita catastale e al Comune.
Solitamente si consiglia di tenere conto, per tutte queste spese accessorie, di un importo pari a circa il 10% del prezzo dell’immobile che si intende acquistare.
