Tra Colleghi

Tra Colleghi è la newsletter di PMI.it dedicata ai lavoratori dipendenti. Ogni due settimane le novità del lavoro, spiegando in modo chiaro e concreto ciò che incide su diritti, sicurezza, stipendi e welfare.


28/04/2026

Tra colleghi – È arrivato il momento del 730: cosa guardare, cosa è cambiato e quando muoversi

Tra colleghi – È arrivato il momento del 730: cosa guardare, cosa è cambiato e quando muoversi Le novità dal mondo del lavoro per chi lavora ogni giorno
 
 
 
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Novità, diritti, sicurezza
 

Tra colleghi

Ciao,

ogni anno, verso fine aprile, milioni di persone aprono il sito dell’Agenzia delle Entrate, trovano un documento con il loro nome, lo guardano per qualche minuto e poi lo chiudono senza capire bene cosa fare. Alcuni aspettano che “ci pensi il CAF”. Altri lo accettano così com’è senza controllare nulla. Altri ancora lo ignorano fino a settembre.

Il 730 è uno di quegli adempimenti che sembrano complicati ma nella maggior parte dei casi non lo sono — a patto di sapere cosa guardare, quando muoversi e cosa quest’anno è cambiato rispetto agli anni scorsi.

Dal 30 aprile il tuo 730 precompilato è online. Da oggi hai tutto quello che ti serve per non arrivare impreparato.

Buona lettura!

È arrivato il momento del 730: cosa guardare, cosa è cambiato e quando muoversi

Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi pensata per chi lavora come dipendente o è in pensione. Non è un obbligo per tutti — ma per chi lo presenta, i vantaggi sono concreti: nessun calcolo da fare, rimborso direttamente in busta paga e, se risulta qualcosa da pagare, trattenuta graduale dallo stipendio senza dover tirare fuori i soldi tutti in una volta.

Il sistema funziona così: l’Agenzia delle Entrate raccoglie durante l’anno i dati che datori di lavoro, banche, farmacie, ospedali e altri soggetti le trasmettono su di te, e li assembla in un documento già precompilato. Tu lo trovi online, lo controlli, eventualmente lo correggi o integri, e lo invii. In molti casi è questione di pochi minuti.

Il calendario: tre date da tenere a mente

Non tutte le date sono uguali. Ecco come funziona il calendario 2026:

    • Dal 30 aprile: il precompilato è disponibile online per la sola consultazione. Puoi vederlo, leggerlo e confrontarlo con i tuoi documenti — ma non ancora toccarlo né inviarlo.
    • Dal 15 maggio: si apre la fase operativa. Da questo momento puoi accettarlo così com’è, modificarlo, integrarlo e inviarlo. Chi vuole ricevere il rimborso già a luglio in busta paga deve inviarlo entro il 31 maggio.
    • Entro il 20 giugno: se ti accorgi di aver inviato qualcosa di sbagliato, puoi annullare il 730 già trasmesso e ricominciare da capo senza conseguenze.
    • 30 settembre: scadenza finale. Chi supera questa data perde il diritto al 730 e deve ricorrere al Modello Redditi, più complesso.

Se hai diritto a un rimborso consistente — spese mediche, interessi sul mutuo, bonus casa — inviare entro fine maggio significa avere i soldi in busta paga già a luglio. Aspettare fino a settembre li fa slittare a novembre o dicembre.

Come si accede

Per aprire il tuo precompilato ti servono le credenziali digitali: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica con l’app CieID) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Vai su agenziaentrate.gov.it, sezione “Dichiarazione precompilata”, e trovi il documento con il tuo nome.

In alternativa puoi delegare un CAF o un commercialista, che accede per tuo conto, verifica i dati, integra le spese mancanti e si assume la responsabilità fiscale in caso di errori nella compilazione. Chi presenta il 730 tramite CAF senza apportare modifiche è esonerato dai controlli documentali sulle spese già trasmesse da terzi.

Una novità pratica di quest’anno: per le spese mediche già registrate nel Sistema Tessera Sanitaria, non è più necessario portare fisicamente scontrini e ricevute al CAF. Basta stampare il riepilogo dal portale e allegare una dichiarazione di corrispondenza.

Cosa controllare prima di inviare

Il precompilato non è infallibile. L’Agenzia inserisce quello che le viene comunicato, ma alcune spese potrebbero mancare o essere errate. Prima di inviare, vale la pena verificare almeno questi punti:

  • Certificazione Unica: il documento che ti ha consegnato il datore di lavoro con i dati di reddito e ritenute. Controlla che i numeri corrispondano a quello che trovi nel 730.
  • Spese sanitarie: visite mediche, farmaci, fisioterapia, psicologi, logopedisti. Dal 2026 psicologi, fisioterapisti e logopedisti vengono precaricati automaticamente. Se hai fatto visite private non tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria, devi aggiungerle manualmente.
  • Interessi sul mutuo: detraibili al 19% per la prima casa. Verifica che la banca abbia trasmesso i dati correttamente.
  • Spese scolastiche: il tetto massimo detraibile per studente sale quest’anno a 1.000 euro. Incluse mensa, trasporto, pre-scuola e gite.
  • Bonus casa e ristrutturazioni: se hai fatto lavori negli anni scorsi, controlla che le rate di detrazione siano correttamente riportate.
  • Familiari a carico: le regole sono cambiate (vedi sotto). Vale la pena verificare che il sistema abbia aggiornato correttamente la tua situazione.

Le novità di quest'anno che devi conoscere

Tre scaglioni IRPEF, non più quattro. La riforma è ormai strutturale: le aliquote sono 23%, 33% e 43%. Se il tuo reddito è rimasto simile all’anno scorso, potresti trovare un piccolo beneficio rispetto al passato, in particolare nella fascia tra 28.000 e 50.000 euro dove l’aliquota è scesa dal 35% al 33%.

Detrazione rafforzata per i redditi bassi. Chi non supera i 15.000 euro lordi annui da lavoro dipendente ha una detrazione salita a 1.955 euro. Per i redditi tra 20.000 e 32.000 euro è prevista un’ulteriore detrazione fino a 1.000 euro, che si riduce progressivamente fino ad azzerarsi a 40.000 euro.

Detrazioni ridotte sopra i 75.000 euro. Se il tuo reddito supera questa soglia, le spese detraibili non vengono più riconosciute per intero. Si applica un coefficiente su una base ridotta: 14.000 euro tra 75.000 e 100.000 euro di reddito, 8.000 euro oltre i 100.000. Fanno eccezione le spese sanitarie, gli interessi sul mutuo e le assicurazioni stipulate prima del 2025.

Figli e familiari a carico: regole cambiate. Questo è il punto dove più persone rischiano di sbagliare. Le regole nuove in sintesi:

  • I figli under 21 non danno più diritto a detrazione nel 730 — sono coperti dall’Assegno Unico INPS.
  • I figli tra 21 e 30 anni danno ancora diritto a una detrazione di 950 euro, che si riduce con il reddito fino ad azzerarsi a 95.000 euro.
  • I figli over 30 non danno più diritto a nessuna detrazione fissa, salvo disabilità certificata.
  • Per gli altri familiari (fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore) la detrazione fissa è abolita. Restano solo gli ascendenti conviventi (genitori o nonni che vivono con te).

Attenzione: la perdita della detrazione fissa non significa perdere tutte le agevolazioni. Le spese sostenute nell’interesse di questi familiari — visite mediche, spese scolastiche, interessi sul mutuo — possono restare detraibili se il familiare rispetta i limiti di reddito previsti dalla legge. Le due cose non viaggiano più sullo stesso binario.

Chi non ha il sostituto d’imposta

Il 730 non è riservato solo a chi ha un datore di lavoro attivo. Possono usarlo anche i disoccupati, le colf, le badanti e chi è tra un lavoro e l’altro — senza perdere il diritto ai rimborsi. In questi casi si compila la sezione apposita con la lettera “A” nel campo “730 senza sostituto”: se risulta un credito, il rimborso arriva direttamente sul conto corrente indicato, generalmente entro dicembre 2026.

Cosa fare adesso

  • Recupera le credenziali adesso. Se non riesci ad accedere con SPID o CIE, non aspettare il 15 maggio per scoprirlo. Prova subito sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • Dal 30 aprile, guarda il precompilato. Non inviarlo subito — usalo come punto di partenza per capire cosa manca e cosa non torna.
  • Raccogli le spese che potrebbero non esserci. Visite private non tracciate, ristrutturazioni, affitti per studenti fuori sede, versamenti al fondo pensione, donazioni. Sono detrazioni reali che il sistema non può sapere da solo.
  • Verifica la situazione dei familiari a carico. Le regole cambiate quest’anno possono influire sul tuo rimborso o sul tuo debito in modo significativo.
  • Se hai un rimborso importante, invia entro fine maggio. La differenza tra luglio e novembre non è trascurabile.
  • Se hai dubbi, vai al CAF. Il servizio è gratuito per chi ha redditi da lavoro dipendente o pensione. Non improvvisare su detrazioni complesse.

Il 730 non è complicato. È lungo da spiegare, ma corto da fare — se si sa da dove cominciare.

📰 Notizie per chi lavora

📵 Diritto alla disconnessione: oltre l’80% dei lavoratori riceve messaggi fuori orario

Uno studio Eurofound su quattro Paesi europei mostra che più di otto lavoratori su dieci ricevono regolarmente comunicazioni di lavoro fuori dall’orario contrattuale, e quasi tre su quattro vengono contattati ogni giorno o più volte a settimana. In Italia il diritto alla disconnessione esiste solo negli accordi di smart working — per tutti gli altri dipendenti non c’è tutela di legge. Il 43,9% dei lavoratori sceglie già autonomamente di non rispondere, ma lo fa in assenza di una policy che li protegga. In Parlamento è in discussione una proposta di legge che estenderebbe il diritto a tutti i dipendenti, con sanzioni da 500 a 3.000 euro per i datori inadempienti. Il Rapporto Eudaimon-Censis rileva che il 45,8% dei lavoratori italiani segnala effetti negativi sulla salute psicologica direttamente attribuibili alla reperibilità continua.

➡️ La situazione normativa in Italia e cosa sta cambiando in Europa

🎁 Fringe benefit: il welfare aziendale vale sempre di più (e si spende al supermercato)

Secondo il Report Welfare di Randstad, i fringe benefit hanno raggiunto quasi il 74% del credito welfare utilizzato dai lavoratori italiani, con un valore cresciuto del 34% in un anno e del 615% rispetto al 2021. La spesa media per ordine è di 110 euro. Dove vanno questi soldi? Per il 29% al supermercato, per il 27% in e-commerce, per il 18% in carburante. La logica è chiara: il welfare sta diventando uno strumento di integrazione del reddito per le spese quotidiane. Le soglie di esenzione fiscale restano a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e a 2.000 euro per chi ha figli a carico, fino al 2027. Per le aziende è un modo per aumentare il valore netto riconosciuto ai dipendenti senza aumentare il costo del lavoro in modo proporzionale.

➡️ Come funziona il welfare aziendale e come usarlo al meglio

💶 Stipendi 2026: la RAL media è 32.991 euro, ma tre quarti dei lavoratori restano sotto i 35.000

Nel 2025 le retribuzioni italiane sono cresciute del 3,6% contro un’inflazione all’1,5% — secondo anno consecutivo di crescita reale. Ma il quadro d’insieme resta sbilanciato: l’Italia è al 23° posto su 34 Paesi OCSE per salario medio, con un gap del 16,6% rispetto alla media europea. Il 75% dei dipendenti privati guadagna meno di 35.000 euro lordi annui. I settori che pagano di più sono servizi finanziari (RAL media 45.461 euro), utilities e industria di processo. Le professioni più remunerative nel 2026 si concentrano in tech e AI, finanza e management, ingegneria e supply chain. Dal 7 giugno 2026 entrerà in vigore la direttiva europea sulla trasparenza salariale: le aziende dovranno indicare le fasce retributive già nelle offerte di lavoro.

➡️ La classifica completa per professione, settore e regione