Le regole per la rateazione dei debiti da 730
Se dalla dichiarazione presentata con il Modello 730 emerge un debito d’imposta, il contribuente può scegliere di versare le somme dovute in un’unica soluzione oppure di ricorrere alla rateazione, evitando che l’intero importo sia trattenuto nella prima busta paga o nel primo cedolino pensione utile.
Il Modello 730 a debito si verifica quando le imposte calcolate in dichiarazione superano le ritenute già operate durante l’anno. Può accadere, per esempio, in presenza di più rapporti di lavoro, redditi non conguagliati, addizionali IRPEF, cedolare secca o acconti dovuti per l’anno successivo.
Il debito emerge dal prospetto di liquidazione del 730. Il contribuente può pagare in un’unica soluzione oppure chiedere la rateazione, così da evitare una trattenuta concentrata su una sola busta paga o su un solo cedolino pensione.
Con sostituto d’imposta, il pagamento avviene tramite trattenuta sulla retribuzione o sulla pensione. Con 730 senza sostituto, invece, le somme sono versate direttamente dal contribuente con F24, anche attraverso l’applicazione web della dichiarazione precompilata.
La rateazione riguarda le somme dovute a titolo di saldo e primo acconto. Non può invece essere rateizzato il secondo o unico acconto di novembre, che resta dovuto in un’unica soluzione secondo le regole ordinarie.
Per scegliere il pagamento a rate bisogna indicare l’opzione nel Modello 730, prestando attenzione al numero massimo di rate ammesse e alle scadenze previste. In presenza di sostituto d’imposta, le trattenute sono effettuate direttamente in busta paga o sulla pensione e devono comunque concludersi entro il mese di novembre.
Se la rateazione non viene richiesta, le somme risultanti a debito dal prospetto di liquidazione sono trattenute in un’unica soluzione sulla prima retribuzione utile, oppure sulla prima rata di pensione utile, secondo i tempi con cui il sostituto d’imposta riceve il risultato contabile della dichiarazione.
