Tra Colleghi

Tra Colleghi è la newsletter di PMI.it dedicata ai lavoratori dipendenti. Ogni due settimane le novità del lavoro, spiegando in modo chiaro e concreto ciò che incide su diritti, sicurezza, stipendi e welfare.


13/01/2026

Tra colleghi – Il numero zero

Tra colleghi - La newsletter di PMI.it per chi lavora Le novità dal mondo del lavoro per chi lavora ogni giorno
 
 
 
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Novità, diritti, sicurezza
 

Tra colleghi - Il numero zero

Inizia con questo numero zero Tra Colleghi, la nuova newsletter di PMI.it dedicata a chi lavora ogni giorno.

Ogni due settimane racconteremo le novità che toccano la vita reale di chi ha un lavoro: diritti, sicurezza, stipendi, welfare. Lo faremo con un linguaggio semplice, affidabile, lontano dal gergo tecnico ma vicino alla realtà.

Tra Colleghi non è una newsletter sindacale né burocratica: è uno spazio pensato per chi ha bisogno di capire cosa cambia, dove trovare risposte e come orientarsi tra leggi, contratti e buone pratiche.

Ci mettiamo l’esperienza di PMI.it, con l’obiettivo di dare strumenti chiari e utili.

Anche questo numero zero nasce così: per cominciare a camminare assieme, tra colleghi.

Decreto Sicurezza 2025: cosa cambia davvero per chi lavora

Negli ultimi mesi si è tornati a parlare molto di sicurezza sul lavoro. Gli infortuni aumentano, i casi gravi riempiono le cronache e chi sta nei luoghi di lavoro sa bene quanto spesso ci si affidi più alla fortuna che alle procedure.

Il Decreto Sicurezza 2025 è stato convertito il 29 dicembre scorso nella Legge 198/2025, ma il percorso non è ancora chiuso: molte delle misure previste richiedono ancora decreti attuativi, accordi Stato-Regioni e istruzioni operative. Vale comunque la pena capire cosa contiene davvero, quali pregi indubitabili ha e quali limiti emergono già oggi.

Le novità principali

Una delle linee più rilevanti della legge riguarda gli incentivi alle imprese virtuose: l’INAIL potrà premiare le aziende che investono seriamente in sicurezza e che mostrano un basso tasso di infortuni. Questo approccio cerca di modificare il sistema di valutazione del rischio, premiando chi dimostra attenzione concreta alla salute e alla prevenzione. In futuro sarà possibile introdurre meccanismi di premialità legati a indicatori qualitativi e quantitativi, con un focus anche sulle microimprese.

Accanto a questo si rafforza il tema dei controlli. La norma prevede l’assunzione di 300 nuovi ispettori per rafforzare la vigilanza. Tuttavia, i numeri restano sbilanciati: in Italia gli ispettori complessivi (INL, INPS, INAIL, Carabinieri) sono poco più di 4.500, a fronte di un organico previsto di circa 7.800. Mancano quasi 2.700 persone. Dunque, la capacità ispettiva continua a essere limitata rispetto alla vastità del tessuto produttivo italiano.

Nel settore edilizio, viene introdotto il cosiddetto badge digitale: una tessera nominale – anche in formato digitale – collegata al SIISL, che registra formazione, idoneità e presenze. L’obiettivo è semplice: garantire che acceda ai cantieri solo chi è in regola. È una misura già sperimentata in alcuni contesti locali e che ora viene standardizzata a livello nazionale. Saranno necessari però specifici decreti per definirne modalità operative, interoperabilità dei dati e strumenti di verifica.

Altra novità confermata è la patente a crediti per le imprese che operano in cantiere. In caso di infrazioni, i crediti vengono decurtati automaticamente al momento della contestazione, senza più attendere eventuali ricorsi. Lavorare senza patente o con patente sospesa comporta l’esclusione dal cantiere e pesanti sanzioni. Anche il lavoro nero sarà punito con decurtazioni automatiche, rendendo immediato il collegamento tra violazione e conseguenza.

Sul piano della prevenzione, la legge rafforza la formazione con aggiornamenti obbligatori per RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza), almeno 35 milioni l’anno per progetti innovativi e la registrazione di tutti i percorsi nel fascicolo elettronico del lavoratore. Una misura importante per garantire tracciabilità e coerenza delle competenze anche in caso di mobilità lavorativa.

Una delle innovazioni più rilevanti è l’introduzione dell’obbligo di monitorare i near miss, cioè i mancati incidenti. La legge stabilisce che vanno registrati, segnalati e analizzati: una svolta culturale che punta a intervenire prima che accadano eventi gravi. I dettagli operativi saranno però definiti da successivi provvedimenti.

Vengono anche rafforzate le norme sui DPI (dispositivi di protezione individuale): manutenzione obbligatoria, tracciabilità, verifica della conformità. Nuove prescrizioni riguardano le lavorazioni in quota, le scale fisse verticali e le protezioni collettive, che diventano prioritarie rispetto ai DPI nei cantieri.

La legge chiarisce infine che le visite mediche obbligatorie devono avvenire durante l’orario di lavoro. È un passaggio importante: i controlli sanitari non devono scaricare su lavoratori e lavoratrici tempi e costi indiretti.

Un ulteriore tassello riguarda la prevenzione oncologica: il medico del lavoro assume un ruolo proattivo nella sensibilizzazione, mentre i lavoratori avranno diritto a permessi retribuiti per partecipare agli screening.

Studenti, stage e giovani

Le tutele per chi partecipa a percorsi scuola-lavoro vengono estese: la copertura INAIL si allarga anche agli infortuni nel tragitto casa–azienda e sarà vietato affidare mansioni pericolose ai minorenni. Le scuole dovranno predisporre percorsi più rigorosi di orientamento e formazione alla sicurezza.

Inoltre, vengono introdotte borse di studio da 3.000 a 7.000 euro annui per i figli delle vittime di incidenti sul lavoro, gestite attraverso bandi INAIL. Una misura simbolicamente e socialmente rilevante.

Cosa cambia davvero nei luoghi di lavoro

In cantiere

Badge digitale, patente a punti più severa, DPI controllati, protezioni più stringenti: tutto contribuisce a un cantiere più ordinato, dove chi non è in regola resta fuori. Le imprese dovranno investire in formazione e tracciabilità.

In magazzino e logistica

L’obbligo di segnalare i near miss potrà rendere finalmente visibili i rischi nascosti legati alla movimentazione, all’uso dei mezzi e alla gestione dei carichi. Più trasparenza e prevenzione.

In ufficio

Il concetto di sicurezza si amplia: non solo rischi fisici, ma anche benessere organizzativo, prevenzione delle molestie, permessi per screening, aggiornamento continuo e documentato della formazione.

Nella Pubblica Amministrazione

Tutte le misure si applicano anche alla PA. Previsti interventi su aggressioni al personale, gestione degli appalti e percorsi di sicurezza per studenti e tirocinanti.

Le criticità: cosa non convince

Molti osservatori hanno espresso perplessità, anche dopo la conversione in legge.

Metodo: l’utilizzo del decreto-legge per un tema strutturale ha limitato il dibattito e il confronto con le parti sociali. Alcune proposte migliorative, come la Procura nazionale sugli infortuni, sono rimaste escluse.

Attuazione: numerose misure dipendono da decreti attuativi, accordi e linee guida. Senza questi, badge, fascicolo elettronico e obbligo di segnalare near miss resteranno sulla carta. I tempi di implementazione potrebbero essere lunghi.

Struttura normativa: le norme rischiano di sovrapporsi a procedure già in vigore o di aumentare la complessità per le microimprese, senza un supporto operativo adeguato. Il rischio è di creare adempimenti poco applicabili nella realtà.

Controlli: l’organico resta carente. Senza un rafforzamento reale degli ispettori e risorse adeguate, l’applicazione sarà disomogenea sul territorio.

Nodi irrisolti: subappalti a cascata, gare al massimo ribasso, mancanza di una strategia nazionale integrata restano fuori dalla legge. Questi elementi strutturali continuano a pesare su molte filiere, soprattutto nei settori più critici.

Un passo avanti, ma non risolutivo

La Legge 198/2025 è un passo importante: mette al centro la prevenzione, rafforza i controlli, punta su trasparenza e formazione. Ma non affronta i problemi strutturali che da anni generano insicurezza nei luoghi di lavoro.

Per fare davvero la differenza serviranno decreti attuativi chiari, risorse concrete, ispettori formati e una reale collaborazione tra imprese, lavoratori e istituzioni.

Finché tutto questo non sarà realtà, la distanza tra norma e pratica quotidiana resterà ampia.
E in quella distanza, purtroppo, è dove ancora oggi avvengono troppi incidenti.

📰 Notizie per chi lavora

Busta paga, bonus, trattenute, conguagli: ecco tre aggiornamenti freschissimi che riguardano chi ha un lavoro dipendente e vuole capire cosa sta succedendo davvero sul proprio cedolino.


📉 Manovra 2026: cosa succede al netto in busta paga

La legge di Bilancio incide direttamente sugli stipendi del 2026: l’aliquota IRPEF del secondo scaglione (28.000–50.000 euro) scende dal 35% al 33%, con un beneficio che può arrivare fino a 440 euro l’anno. Confermate le detrazioni da cuneo fiscale già viste nel 2025 e introdotte nuove misure: flat tax al 5% sui rinnovi contrattuali, imposta sostitutiva dell’1% sui premi di produttività, bonus fino a 720 euro per le mamme con almeno due figli.
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💸 Bonus in busta paga: da ora lo controlla il Fisco

Il bonus mensile legato al taglio del cuneo fiscale, riconosciuto direttamente in busta paga ai lavoratori con redditi fino a 20.000 euro, entra ufficialmente nel radar dell’Agenzia delle Entrate: sarà tracciato nel Modello 770. Per il lavoratore non cambia nulla nell’importo, ma la misura diventa più controllata, anche nei casi-limite (più datori di lavoro, redditi borderline, premi o arretrati). Occhio al conguaglio di fine anno: chi supera la soglia, rischia di dover restituire parte del bonus.
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🧾 Gennaio: mese di conguaglio IRPEF. Cosa può succedere

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