Volunia: presentato l’innovativo motore di ricerca

di Tullio Matteo Fanti

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Volunia, l'innovativo motore di ricerca italiano di Massimo Marchiori, ha mostrato la sua natura di strumento per l'esplorazione del web, accompagnato da una nota “social”.

Massimo Marchiori, il cui nome compare tra gli autori della tecnologia HyperSearch alla base del PageRank di Google, ha presentato Volunia, l’innovativo motore di ricerca tutto italiano, nato con l’intento di offrire una nuova prospettiva alle ricerche sul Web: nonostante si tratti di uno strumento ancora tutto da scoprire, è subito emerso il suo lato “social” e la sua capacità di rappresentare la Rete attraverso una mappa gerarchica dei contenuti.

La presentazione ha quindi tolto i veli al progetto di Marchiori e, seppure Volunia non risulti ancora aperto al pubblico, ha permesso di osservare da vicino le sue caratteristiche più peculiari.

Innanzitutto, Volunia vuole offrire una visione “dall’alto” del Web, liberando gli utenti dalla gabbia invisibile creata da Google e Facebook. Il motore infatti intende prendere per mano e seguire i movimenti degli utenti all’interno del Web anziché limitarsi a portarli a destinazione, come accade oggi con i principali strumenti di ricerca.

Il Web, se trasformato in una sorta di mappa e visto dall’alto, può essere infatti esplorato con maggiore facilità e più ampi orizzonti, evitando di contestualizzare eccessivamente i contenuti.

Ciò consente non solo di partire da una query e poi organizzare “viaggi” ampi e complessi attraverso una mappa virtuale, ma anche incontrare le persone che condividono le nostre tappe, o con le quali vogliamo condividere il nostro viaggio.

Si evidenzia così il lato sociale di Volunia: se due persone condividono la visione della medesima risorsa sul Web, molto probabilmente avranno degli interessi comuni e quindi motivo di conoscenza reciproca.

Le idee alla base di Volunia appaiono decisamente interessanti, ma per capire il reale valore dello strumento sarà necessario capire veramente quanto i risultati delle ricerche risulteranno efficaci (Massimo Marchiori è padre dell’algoritmo Hyper-Search alla base di Google, quindi le premesse sono decisamente positive) e quanto la possibilità di creare una community legata ai contenuti anziché alle amicizie (come accade in Facebook) possa risultare vincente.

Se davvero il progetto dovesse concretizzarsi con successo, dissipando i dubbi iniziali, le aziende potrebbero cominciare ad esplorare questa nuova “vetrina”, ottimizzando i propri contenuti per ottenere visibilità anche all’interno di questo nuovo motore di ricerca.