Il risparmio energetico in azienda

di Francesco Abeni

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Come risparmiare energia sull'hardware aziendale: obiettivi, strumenti, terminologie e buone pratiche.

Il risparmio energetico è un argomento che qualsiasi titolare di una piccola o media azienda non può tralasciare. Nel caso di una piccola realtà, può occuparsene personalmente; nel caso di realtà più grandi, può demandarlo a un responsabile appositamente designato, o ai responsabili dei vari reparti.

Qualunque sia il modo scelto per affrontarla, certamente non è più possibile ignorare la questione, per almeno due motivazioni principali:

  • Le risorse energetiche a disposizione non sono infinite: per puro istinto di sopravvivenza, dovremmo avere a cuore l’utilizzo adeguato di tali risorse
  • Il risparmio energetico può portare a un notevole risparmio economico, e questo è un aspetto a cui qualunque buon imprenditore dovrebbe assolutamente prestare attenzione

Questo articolo si occupa in particolare del consumo di energia degli strumenti informatici.

Obiettivo

Per iniziare a risparmiare in azienda, focalizziamo un obiettivo. Presi singolarmente, i sistemi che consumano di più sono ovviamente i server, e i vari apparati ad essi collegati (SAN, unità di backup, e così via). Tuttavia, nella maggior parte delle aziende il numero delle postazioni desktop è ben maggiore rispetto a quello dei server, e quindi un piccolo risparmio su ciascuna postazione può tradursi in un grosso risparmio complessivo.

Inoltre, va considerato il fatto che per ottenere un risparmio energetico sulle postazioni desktop non sono necessarie tecnologie elaborate; esso si basa infatti semplicemente sull’educazione degli utenti e sull’utilizzo di strumenti comunemente presenti su praticamente tutti i PC.

In questo articolo dedicheremo quindi la nostra attenzione ai modi per diminuire il consumo delle postazioni desktop, e nel dettaglio di come realizzare il nostro risparmio attraverso una analisi dell’operatività e delle abitudini degli utenti.

Metodo

Nonostante sia possibile occasionalmente individuare degli sprechi di energia più evidenti di altri (ad esempio un PC che rimane acceso nonostante non sia usato da nessuno), in generale il risparmio energetico è un “oceano fatto di piccole gocce”. E’ importante trovare le varie consuetudini e procedure che ci permettono di introdurre un risparmio, anche se contenuto, poi applicarle su larga scala: condividerle con tutti gli utenti, applicarle a tutte le postazioni.

Se non procediamo con questo metodo, non riusciremo ad ottenere una differenza significativa e costante nel tempo.

Terminologia

Il consumo della maggior parte degli apparati elettrici non è fisso, ma varia a seconda dell’uso che ne stiamo facendo. Ad esempio, un Pc che sta elaborando pesantemente consuma senz’altro più energia di un PC a riposo. Tale valore di consumo istantaneo è detto potenza.

La potenza talvolta è detta anche assorbimento, e si misura in Watt (W). La potenza massima indica il massimo consumo possibile di un apparato. Gli alimentatori per i PC si scelgono proprio in base a questo valore: un alimentatore da 350W fornirà alle periferiche interne (dischi, processore, e così via) tutta la potenza di cui hanno bisogno, fino a un massimo di 350W: se aggiungiamo altri dischi, o schede video di elevate prestazioni, rischiamo di arrivare a un punto in cui il nostro alimentatore non ce la fa più e il PC non parte, o si spegne all’improvviso.

Un altro caso in cui dobbiamo valutare la potenza massima è quando definiamo il nostro impianto elettrico. Un valore di 5KW, ad esempio, significa che la somma dell’energia consumata da tutti i nostri apparati non deve mai consumare più di 5 KiloWatt, altrimenti “salta la corrente” (tipo quando qualcuno accende lavastoviglie, aspirapolvere, ferro da stiro, a voi si spegne il PC e perdete due ore di lavoro 🙂

Quello che paghiamo in bolletta, ovviamente, è il totale dell’energia consumata, quindi la potenza assorbita moltiplicata per il tempo che passa. Un dispositivo che assorbe costantemente 100W, ad esempio, dopo un’ora avrà consumato 100Wh (wattora), ovvero 0,1 KWh (kilowattora).

Il costo di un KWh può variare sensibilmente a seconda della fascia oraria, della zona geografica, del fornitore; nel resto di questo articolo, prenderemo come riferimento un costo indicativo di € 0,25 per KWh.

Consumi

Per renderci conto di quanto possiamo risparmiare, cominciamo a capire quanto consumiamo. La differenza di potenza assorbita tra diversi PC può essere notevole; anche lo stesso PC, impiegato per finalità diverse, può consumare molto di più o molto di meno. Tuttavia, ipotizziamo alcune configurazioni tipiche e prendiamo in esame un consumo medio. Nella tabella seguente sono riportati i consumi indicativi di tali configurazioni.

Tipo di postazione
Acceso
Standby
Spento

PC Base
100W
10W
5W

PC Multimediale
150W
10W
5W

Workstation professionale
250W
20W
10W

PC Portatile
15W
5W
2,5W

I più attenti tra voi si saranno chiesti: come fa un PC a consumare anche quando è spento? Vi rispondo subito: un minimo di energia gira sempre nei PC, per alimentare la batteria interna, per essere pronti a rispondere in caso di Wake-on-Lan, e per una inevitabile dispersione dei vari componenti elettronici. Quindi nessun PC è mai spento del tutto, a meno che non si tolga del tutto la spina (o si spenga con l’interruttore dell’alimentatore, accessibile solitamente sul retro del PC).

E veniamo ora agli schermi:

Tipo di schermo
Acceso
Stanby / Spento

CRT 17″
75W
3W

CRT 21″
125W
3W

LCD 17″
25W
1W

LCD 21″
35W
1W

Come si può notare il consumo è drasticamente crollato tra i vecchi monitor CRT e i nuovi LCD. Se avete ancora un monitor CRT, prestate particolarmente attenzione alla sezione che spiega come risparmiare sul monitor.

Educare gli utenti

Per non combattere contro i mulini a vento, qualunque strategia di implementazione del risparmio energetico in azienda non può prescindere dal coinvolgimento di tutti gli utenti. Sono loro, infatti, che accendono e spengono (o non spengono) i vari apparati, e che possono con un minimo di attenzione portare un capillare e diffuso abbassamento del consumo.

Il consiglio è quello di non pretendere, ma di coinvolgere. L’utente non deve spegnere la luce perchè lo impongono le regole aziendali, ma perchè si sente spinto a ridurre i consumi. Se cambia l’atteggiamento, se tutti si convincono che risparmiare è utile, avrete un’armata di zelanti collaboratori pronti a notare, segnalare e risolvere eventuali sprechi di energia.

Se siete il titolare, potreste semplicemente mostrare il costo dell’energia dell’anno precedente, confrontandolo con il costo degli stipendi; se non volete indicare i costi esatti, esprimete l’uno in percentuale dell’altro. Premiate il risparmio: potrebbe essere interessante convogliare una percentuale del risparmio in bonus per i collaboratori. Ma non fatene solo un discorso economico: spiegate anche i motivi sociali che suggeriscono un uso appropriato delle risorse naturali. Trovate quali sono le leve giuste: è fondamentale che i vostri collaboratori vi seguano, altrimenti lo sforzo sarà immane.

Spegnimento degli apparati

Se vi guardate intorno, in qualunque ufficio, vedrete molta energia usata inutilmente. Un disco USB esterno, alimentato e sempre acceso, che viene usato per fare un salvataggio una volta al giorno: 15 Watt. Una stampante laser che viene usata poche volte al giorno: 150 Watt, quando è inattiva. Alimentatori di portatili e cellulari che rimangono attaccati alla corrente anche quando il portatile e il cellulare non ci sono (e così facendo creano dispersione, o consumano tramite il LED di accensione): pochi Watt, ma costanti.

In ventiquattr’ore, significa consumare a vuoto quasi 5KWh per ufficio. E siccome se non ci si sta attenti rimangono accesi anche nei weekend e festivi, significa arrivare a circa € 450,00 all’anno. Per ufficio. E stiamo parlando solo degli accessori.</>

Eliminare questo spreco è facile se abbiamo coinvolto adeguatamente gli utenti. Così come ci si ricorda di spegnere le luci e il condizionatore quando si esce dall’ufficio, è importante abituarsi a spegnere o staccare tali apparati quando non sono usati.

Spegnimento dei PC

In alcuni reparti, soprattutto quelli che si occupano dell’assistenza interna, capita frequentemente di dover accendere macchine aggiuntive oltre a quelle che sono le normali postazioni degli utenti. Può trattarsi di un nuovo PC o server in preparazione; può trattarsi di un PC su cui testare nuovi programmi, o depositare provvisoriamente dei dati. Altri PC da prendere in considerazione sono quelli di utilizzo comune: sale riunioni, mensa, PC da consultazione.

Ho visto spesso rimanere accesi tali PC per giorni e giorni senza che nessuno ci mettesse mano. Se i vostri collaboratori hanno recepito il messaggio, spegneranno il PC al termine dell’utilizzo.