A scuola di innovazione 2, gli altri casi eccellenti

di Stefano Pierini

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In questo secondo articolo sul premio "A scuola di innovazione" consideriamo altre due categorie premiate: "Lezioni ed esercizi multimediali su specifiche discipline" e "Simulazioni ed esperimenti".

Categoria: simulazioni ed esperimenti

Esercitazioni con l’aria

La responsabile del progetto, professoressa Rossella Bragazzi, della Scuola Elementare “M. Buonarrotti” di Marina di Carrara (MS) ha inserito nel progetto il suo normale metodo di lavoro per far comprendere a ragazzi di 8-9 anni le caratteristiche fisiche dell’aria, il tutto attraverso la costruzione di un video. L’aria, il prenderne coscienza della sua presenza , credo sia già un ben preciso orientamento didattico per giovani che di norma hanno sempre di fronte  “prodotti finiti” senza poter riflettere sul come e perché di quello che avviene. Così i ragazzi, alla fine del percorso scolastico annuale, riescono a scoprire alcune caratteristiche della materia allo stato gassoso.

Il video narra una metodologia di approccio al problema così articolato:

  • Brainstorming delle conoscenze pregresse
  • Partire dall’osservazione di un fenomeno naturale o da una situazione problematica
  • Discutere collettivamente e/o produrre ipotesi individuali argomentate
  • Confrontarsi e discutere sulle ipotesi prodotte.
  • Verificare sia per via argomentativa che sperimentale le ipotesi
  • Rielaborare la sintesi delle conoscenze acquisite

Particolarmente formativo e coinvolgente risulta il fatto che i ragazzi con un loro elaborato o con una discussione collettiva possono rielaborare i concetti, inizialmente lontani dal “vero” ma nati dalle proprie convinzioni. Ecco allora che la dinamica di interrelazione favorisce l’aprirsi al nuovo, alla verifica, insomma alla costruzione della conoscenza. In ambito delle verifiche di apprendimento , il computer, attraverso la compilazione di questionari  e la tracciabilità della documentazione utilizzata, contribuisce alla costruzione razionale del sapere.

Partendo dall’osservazione dei fenomeni, l’alunno coglie le causalità, i collegamenti, riesce ad esprimere con le sue parole, vecchie e nuove di sapere, la sua crescita di apprendimento.

L’argomento “Aria” così impalpabile diventa concretezza, percezione, trasformazione consapevole, il tutto viene vissuto attraverso un quaderno, pieno di disegni, appunti in cui si ripercorre la storia della sua modalità di conoscenza.

Un laboratorio, descritto nel video premiato, in cui alunni e insegnanti sperimentano insieme e dove degli alunni che normalmente avevano difficoltà di espressione  sono riusciti a comunicare con proprietà di linguaggio e raccontare le  esperienze “vissute”. Un video che diventa pertanto, uno strumento didattico per un approccio partecipativo alla scoperta di ciò che li circonda.

Fare scienza con i sensori digitali

Il progetto è stato presentato dall’Istituto comprensivo di Muro Leccese (Le) ed in particolare dalla sede di Palmariggi che attraverso la responsabile dell’iniziativa, la docente Michelina Occhioni, ha elaborato un cd interattivo in cui viene illustrato come i ragazzi abbiano sperimentato un diverso modo di utilizzo del Pc, che oltre al suo naturale impiego di elaborazione, di catalogazione è divenuto in questa iniziativa una componente del  metodo scientifico,  attraverso la misurazione. Una finalità questa che ha già un’importante valenza educativa.

Già  nelle scuole di primo grado è raro, a volte difficile, fare gli esperimenti e sappiamo quanto sia carente l’innovazione tecnica e organizzativa  di cui avrebbero bisogno le nostre imprese per consolidare la nostra innata creatività Made in Italy. Pertanto affascinare già nei primi anni di scuola alle metodologie di ricerca è un investimento sociale.