Facebook e PA: un connubio possibile?

di Annalisa Collacciani

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Nel giro di pochi anni si è assistito ad una rivoluzione nel mondo della comunicazione: si è passati dai contenuti unidirezionali della carta stampata e della televisione a quelli on demand della prima generazione del web

Facebook è quindi il luogo ideale per fornire informazioni su tutte le iniziative che coinvolgono la vita comune, il turismo, i rapporti con le istituzioni: dalla sagra ai mercatini, dai concerti alle rappresentazioni teatrali, dalle manifestazioni alle attività istituzionali, dai bandi alle scadenze normative. Il social network è soprattutto strumento per veicolare le attività culturali e di svago e per promuovere e confrontarsi su iniziative che diano soddisfazione al bisogno di appartenenza alla comunità e facilitino il rapporto con le istituzioni. Tante le iniziative possibili, dai concorsi fotografici, letterari e così via, all’organizzazione del Carnevale, ai movimenti di solidarietà. Tante le notizie di interesse pubblico, dalla rassegna stampa comunale agli incentivi pubblici, dai lavori in corso alle campagne di vaccinazione.

Il social network rappresenta una grande opportunità per coinvolgere nella vita pubblica anche i giovani, presenti in gran numero su Facebook. Questa fascia di età, inoltre, può far da tramite con i padri e con i nonni, per le attività che li riguardano. Una buona iniziativa è quella del Comune di Fiorano Canavese che promuove proprio su Facebook gli incontri con i giovani tra i 15 e i 29 anni.

5) Anche in Facebook c’è una netiquette, cioè un insieme di regole di buona educazione

È questo uno dei punti più delicati, che frequentemente viene trascurato dai frequentatori dei social network, ma che una Pubblica Amministrazione, proprio per il suo ruolo istituzionale, non può sottovalutare. Con Facebook la PA si fa più vicina al cittadino e si riscontra anche nel linguaggio che in alcuni casi può essere complice e frizzante, soprattutto quando si rivolge al target più giovane. Tuttavia non si deve mai dimenticare il ruolo istituzionale e bisogna quindi evitare di scadere nel colloquiale, nel banale e nel superfluo. Una scelta oculata dei contenuti è importantissima per non affollare le news dei fan con un numero eccessivo e sovrabbondante di comunicazioni che finirebbero per essere ignorate e potrebbero anche spingere il cittadino, infastidito, a cancellare la propria iscrizione alla pagina.

Il social network non è uno strumento di comunicazione unidirezionale, ma comporta un’interazione che per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta un’opportunità di dialogo e confronto con il cittadino. È quindi necessaria la costante presenza istituzionale che moderi i messaggi lasciati in bacheca e non consenta, ad esempio, l’inserimento di messaggi pubblicitari non autorizzati. Un esempio positivo, sia per la scelta dei contenuti sia per l’interazione tra pubblico e privato, è la pagina del Comune di Lodi, dove viene sempre data risposta alle istanze dei cittadini. Mentre in molti altri casi si riscontra che domande e commenti dei fan non trovino alcuna considerazione da parte istituzionale.

Conclusione: Facebook rappresenta per le PA un ottimo strumento di interazione con il cittadino, capace di dare nuova attuazione ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. Per raccogliere la sfida occorre però un utilizzo non superficiale del mezzo, fondato su un’accurata pianificazione strategica e su una gestione caratterizzata da competenza e continuità.

Annalisa Collacciani lavora come consulente per Enti locali. Si occupa di sviluppo di piani di comunicazione integrata. Collabora con il Gruppo SI.net Informatica.

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