Lotta all’abusivismo, esempio del Parco dell’Etna

di Ignazio Burgio

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I rilevamenti satellitari ed i sistemi informativi territoriali: l'esempio del Parco dell'Etna nella lotta all'abusivismo

L’ausilio ideale per il controllo della situazione edilizia nel corso del tempo si è rivelato comunque il satellite, che è anche a conti fatti, la forma più economica. Le immagini provengono da più fonti e sono di diversa risoluzione: 20×20 metri quelle provenienti dal satellite Spot Pan; 40×40 metri quelle del Landsat; ed infine 70 cm al terreno per pixel per il satellite QuickBird. Le successive attività di analisi delle immagini satellitari, dopo la loro acquisizione, prevedono un’attività propedeutica di geocodifica e correzione geometrica al fine di rendere confrontabili e sovrapponibili i dati di nuova acquisizione con i dati preesistenti.

La correzione geometrica può anche essere realizzata con l’ausilio di un Dem ad alta risoluzione (ovvero una proiezione tridimensionale della mappa del territorio) che viene prodotto sulla base della cartografia aerea già appartenente alla piattaforma Sit del Parco dell’Etna. A questo lavoro segue un’attività di elaborazione semiautomatica, ottenuta con metodologie tipiche dei dati telerilevati, che consente di evidenziare le aree che presentano differenze significative tra il dato storico e quello di nuova acquisizione. A tal scopo le immagini vengono anche sottoposte ad opportuni filtri per eliminare le false segnalazioni, e le mappe intermedie che vengono prodotte in tale fase pur presentando lievi sfasature nella sovrapposizione delle immagini, rappresentano comunque delle risorse preziose. Altre difficoltà relative al trattamento delle immagini sono dovute alla presenza di diversi fattori di disturbo (variazioni topografiche, ad es. nuove strade, risoluzione spaziale dei sensori, effetti atmosferici, ecc.), capaci di ridurre la possibilità di riprodurre, analizzare e classificare un’area con la necessaria accuratezza.
L’applicativo comunemente utilizzato è il software Erdas Imagine, specifico per l’elaborazione di immagini telerilevate da aereo e da satellite. Una volta rilevata la variazione sulla carta, la procedura si conclude con l’invio dei tecnici dell’Ente Parco sul luogo.

Le finalità del monitoraggio aereo e satellitare del Parco dell’Etna sono naturalmente la tutela del patrimonio naturale e storico-culturale all’interno dell’area protetta. I dati acquisiti servono dunque non solo a tenere costantemente aggiornata la cartografia del SIT dell’oasi etnea, ma anche ad analizzare le tendenze e le modalità che caratterizzano l’abusivismo in modo da poterne prevedere in qualche modo gli sviluppi. Si è così scoperto ad esempio che i fenomeni di abusivismo non si sono sviluppati in modo concentrato e non risultano avere delle direttrici preferenziali. In altre parole, non sono generalmente prossime agli insediamenti urbani già esistenti ma sorgono comunque preferibilmente nelle loro vicinanze, e con una spiccata tendenza alla dispersione e frammentazione nel territorio, tipica anche, per fare un esempio, delle abitazioni stagionali destinate alla villeggiatura.

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