Lotta all’abusivismo, esempio del Parco dell’Etna

di Ignazio Burgio

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I rilevamenti satellitari ed i sistemi informativi territoriali: l'esempio del Parco dell'Etna nella lotta all'abusivismo

La forma più semplice ed immediata di conoscenza dei casi di irregolarità ? ed anche il punto di partenza di tutto l’iter procedurale ? sono le richieste di sanatoria di abusi edilizi da parte dei proprietari di immobili. Ogni singola domanda viene quindi inserita nel database del SIT insieme ad altri dati rilevati dopo il controllo sul luogo del personale dell’Ente Parco: rilevamenti strumentali, fotografie, esatte coordinate geografiche tramite GPS e quant’altro. Il tutto viene poi convertito secondo la propria tipologia in forma vettoriale ed integrato nella mappa cartografica del SIT secondo una scala di 1 : 10.000 in formato bitmap.

Una forma più completa di acquisizione dati ? quella più “alta”, fino a poco tempo fa ? viene gestita tramite le riprese aeree (aerofotogrammetria), sulla base di un progetto sviluppato nel 1991 dal CNR, il LARA (Laboratorio Aereo di Riprese Ambientali, oggi sezione dell’Istituto per l’Inquinamento Atmosferico). La tecnologia utilizzata nello specifico è il sensore MIVIS (Multispectral Infrared and Visibile Imaging Spectrometer) costituito da quattro spettrometri operanti con un numero elevato di canali (102) che riprendono simultaneamente le radiazioni provenienti dal suolo nel visibile, nell’infrarosso vicino, medio e termico. Il sensore è ospitato a bordo di un bimotore turboelica della Compagnia Generale Riprese Aeree di Parma che effettua ricognizioni in volo sul Parco dell’Etna con una periodicità annuale.

L’elevata risoluzione spaziale (da 24 m a 1 m a seconda della quota di volo) e spettrale dei dati, consente di produrre mappe tematiche di elevata precisione. Ogni ripresa Mivis è costituita da 102 immagini co-registrate. Ciò significa che ogni pixel è caratterizzato da 102 valori che, graficamente rappresentati come curva in un opportuno sistema di assi cartesiani, permettono di riprodurre virtualmente in maniera completa lo stato del territorio. L’algoritmo utilizzato per la classificazione è lo Spectral angle mapper del software Envi. Per inciso, questa modalità di scansione del territorio nell’oasi naturalistica siciliana consente anche l’individuazione di aree archeologiche ancora sepolte.

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