Polizia delle comunicazioni: vigilano gli esperti

di Andrea Spiezia

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Il cybercrime è un fenomeno in rapida ascesa. A fronteggiare il pericolo, da anni in Italia è attivo il servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni

A livello operativo il Servizio è organizzato in 7 distinte aree d’intervento:

  1. Hacking (attività repressiva della violazione dei sistemi informatici);
  2. Eversione (monitoraggio ed analisi di documenti relativi all’estremismo politico);
  3. E-Commerce (repressione degli illeciti commessi mediante l’uso fraudolento del mezzo telematico)
  4. Telefonia (illeciti in materia di comunicazioni telefoniche);
  5. Illeciti Postali;
  6. Tutela del diritto d’Autore – Pirateria informatica (violazione del copyright e clonazione di smart card di pay tv);
  7. Pedofilia online;

I compartimenti territoriali hanno un’organizzazione analoga a quella del Servizio, ma con un profilo più operativo e maggiormente legato al territorio di competenza. I compartimenti gestiscono i casi e le emergenze che nascono dalle denuncie fatte dai cittadini attraverso la hot line della polizia postale delle comunicazioni. All’interno del Servizio sono presenti due unità che hanno dei compiti di affiancamento e supporto della polizia su due tipi di cybercrime che richiedono un ancor più elevato grado di specializzazione: si tratta dell’unità di analisi sul crimine informatico e del centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete.

Unità di analisi sul crimine informatico (Computer Crime Analysis Unit)

La sua funzione è di affiancare gli investigatori della polizia postale e delle comunicazioni nelle indagini sui crimini ad alta tecnologia, progettando nuove tecniche investigative e tracciando profili psicologici e comportamentali degli autori di tali crimini. Principali attività della struttura:

  • ricerche e studi sul fenomeno della criminalità informatica in collaborazione con Università, Aziende ed Istituzioni;
  • sperimentazione di nuove tecniche investigative in materia di computer crime;
  • progettazione di percorsi di formazione sulla sicurezza informatica e computer crime in collaborazione con Università e aziende;
  • divulgazione di informazioni e risultati di ricerche in contesti scientifici;
  • assistenza psicologica degli investigatori che si occupano di computer crime (pedofilia).

Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete

Al “Centro Nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet” è affidata la lotta a questo tipo di crimine.
Il principale obiettivo del Centro è la difesa dei ragazzi che quotidianamente navigano in Internet. Questo compito è svolto attraverso servizi di monitoraggio continuo per la ricerca di spazi virtuali dove si offrono immagini e filmati di abusi sui minori. Più in generale il monitoraggio continuo focalizza l’attenzione sulla scoperta di siti e che possano rappresentare fonte di pericolo nella navigazione dei più giovani. Il Centro è individuato come il punto di raccordo per la trattazione delle segnalazioni riguardo i siti pedopornografici, provenienti sia da altre Forze di Polizia anche straniere, sia da cittadini, da Associazioni di volontariato e da Provider. Il risultato di questa continua attività di vigilanza è un elenco dei siti pedopornografici della Rete, la cosiddetta “black list”, che viene fornita agli “Internet Service Provider” affinché ne venga inibita la navigazione, attraverso sistemi tecnici di filtraggio.