La dematerializzazione dei documenti clinici

di Maria Dellosso

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L'archiviazione della documentazione medica è un tema sempre più importante e preoccupante. Il ricorso a tecnologie informatiche consente di ridurre i tempi e ottenere risparmi sui costi

La normativa essenziale coinvolta nell’attività di dematerializzazione di documenti clinici riguarda le norme:

  • che spingono all’uso delle tecnologie digitali
    il Codice dell’Amministrazione Digitale, D. lgs. 7 marzo 2005 n. 82, che sancisce il passaggio per le Pubbliche Amministrazioni all’uso delle tecnologie dell’informazione e comunicazione in materia di formazione, gestione trasmissione, conservazione e fruibilità delle informazioni;
  • quelle della conservazione sostitutiva
    la Delibera CNIPA 11/04 che suggerisce le regole tecniche in materia di conservazione dei documenti informatici riguardo alla conservazione sostitutiva e la responsabilità della conservazione dei documenti;
  • delle firme digitali
    il D. lgs. 82/05 modificato dal D. lgs. 4 aprile 2006 n. 159 sulla firma elettronica qualificata; da inquadrare nel genere di firma elettronica qualificata è la firma digitale del D. lgs. 82/05;
  • quella delle marche temporali
    il D.P.C.M. 13 gennaio 2004 che nell’articolo 39 recita «I riferimenti temporali realizzati in conformità con quanto disposto dal titolo IV sono opponibili a terzi» e nell’articolo 44 «Una evidenza informatica è sottoposta a validazione
    temporale con la generazione di una marca temporale che le si applichi».

Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie Lucio Stanca, con decreto del 10 novembre 2004, ha istituito il “Gruppo di Lavoro per la dematerializzazione della documentazione tramite supporto digitale”. Si tratta di un organismo composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di nove Ministeri e del Centro Nazionale per l’Informatica nella
Pubblica Amministrazione (CNIPA). Il Gruppo di Lavoro ha compiti propositivi nei confronti dei ministeri competenti e ha l’obiettivo di individuare criteri e modalità tecniche per la conservazione in formato digitale delle diverse tipologie di documenti amministrativi, che sostituiranno progressivamente quelli su supporto cartaceo.

Deve, inoltre, definire le regole per la trasmissione e l’esibizione dei documenti su supporto informatico, in modo da garantirne l’integrità, la conformità e la provenienza, proponendo iniziative per razionalizzare, modificare o integrare la normativa vigente al fine di favorire la gestione della documentazione digitale. A seguito delle analisi effettuate e dei confronti che si sono svolti fino a questo momento, il Gruppo di Lavoro ha istituito presso la Segreteria Tecnica 10 “Tavoli tecnici”, 6 “Trasversali” e 4 “Verticali”, composti da persone designate dalle amministrazioni partecipanti, da esperti e rappresentanti delle associazioni o organizzazioni maggiormente rappresentative.

L’analisi della domanda di prestazioni di specialistica ambulatoriale per branca rivela che più dell’80% delle prestazioni domandate si riconducono a tre tipologie: le Analisi di Laboratorio, la Medicina Fisica e Riabilitazione e la Diagnosi per immagini. Inoltre, le Unità Operative di Laboratorio di Analisi e di Diagnostica per Immagini sono anche i reparti maggiormente informatizzati delle strutture sanitarie italiane e producono maggior mole di documentazione clinica sia per i pazienti interni che esterni.