La firma digitale

di Noemi Ricci

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Nel nostro Paese, negli ultimi nove anni, sono state emesse 3 milioni di schede e sottoscritti 100 milioni di documenti in formato digitale

Il nuovo strumento telematico dunque piace e anche molto agli italiani, che ne apprezzano l’utilità anche in ambito economico. Secondo Unioncamere le imprese italiane infatti risparmierebbero ben 260 milioni di euro all’anno solo per i rapporti da intrattenere periodicamente con il Registro delle Imprese, sostituendo con la firma digitale tutte le procedure cartacee, gli spostamenti e le code sostenuti prima dell’avvento dell’innovativo strumento elettronico. Infatti i documenti firmati in modo digitale permettono di validare legalmente a distanza un contratto, di emettere una fattura commerciale o un ordine di acquisto.

La firma digitale si ottiene, all’atto pratico, applicando ad un documento informatico, una procedura di calcolo basata sui principi della crittografia asimmetrica, cioè basata su coppie di chiavi, una per la cifratura e l’altra per la decifratura. Assolutamente diversa è la digitalizzazione della firma autografa che è invece la rappresentazione digitale di un’immagine corrispondente alla firma autografa. In sintesi, la procedura per la generazione di un documento firmato digitalmente segue i seguenti passi: il titolare di una coppia di chiavi attesta la sua volontà di sottoscrizione eseguendo una specifica procedura, quindi il destinatario, per essere certo dell’autenticità e dell’integrità del messaggio arrivato, effettua l’appropriata procedura di verifica.

I requisiti necessari per richiedere all’Ente di Certificazione un dispositivo di firma digitale sono: aver compiuto 18 anni; essere in possesso del codice fiscale (o analogo codice identificativo); essere in possesso di un documento d’identità valido. Viene, quindi, rilasciato un dispositivo di firma (smart card o token USB) che contiene i certificati e il lettore che permette la comunicazione della smart card con il computer. L’elemento di rilievo del sistema firma è rappresentato dal certificato digitale di sottoscrizione che l’Ente Certificatore rilascia al titolare di un dispositivo di firma. Il certificato di sottoscrizione è un file generato seguendo precise procedure standard stabilite dalla legge. Al suo interno sono conservate informazioni riguardo l’identità del titolare, la chiave pubblica fornita al momento del rilascio, il periodo di validità del certificato stesso oltre ai dati relativi all’Ente Certificatore.

Il certificato digitale di un titolare, una volta entrato a far parte dell’elenco pubblico dei certificati tenuto dall’Ente Certificatore, garantisce la corrispondenza tra la chiave pubblica e l’identità del titolare. Nel momento in cui si desidera verificare la validità di un documento firmato è possibile farlo tramite la relativa funzione presente nel sito dell’Ente Certificazione e ricevere così informazioni sul firmatario del documento elettronico. In ultimo ricordiamo che il CNIPA ha pubblicato un documento intitolato “Le Linee guida per l’utilizzo della firma digitale” concepito appositamente per supportare utenti e aziende proprio riguardo l’utilizzo della firma digitale. Gli interessati potranno così, consultando il documento in modo mirato, seguire un percorso specifico a seconda delle proprie esigenze. Sarà, inoltre, possibile comprendere dove acquistare la firma digitale, come utilizzarla e soprattutto come verificare la sua validità legale mediante gli strumenti gratuiti segnalati dal CNIPA stesso.