Sempre più Linux nella PA

di Carolina Figini

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Ubuntu in Parlamento, Debian nelle scuole di Bolzano, numerose associazioni e la "benedizione" dell'ultima Finanziaria: il software open source è ormai una splendente realtà

Tuttavia assistiamo anche a una “colonizzazione fruttuosa” delle Pubbliche Amministrazioni, attratte specialmente dall’investimento che gli sviluppatori di Ubuntu stanno facendo sugli aspetti di utilizzo quotidiano del loro sistema operativo, oltre che da edizioni regolari, gratuità, rapidità e semplicità dell’installazione, utilizzabilità immediata e supporto garantito da una fitta rete di volontari.

Lo scoglio della diffidenza, ancora molto sentito all’inizio del 2006, è insomma in via di superamento, come attesta anche il fatto che il leader delle soluzioni per le pagine Ambiente degli Enti locali è un gruppo di piccole imprese attive nell’Open Source, Injenia.

Ubuntu, in particolare, sembra il sistema operativo preferito dai Parlamenti europei, e dal 10 luglio 2007 anche da quello italiano. Sono migrati i server e su base volontaria le singole postazioni. Sono state effettuate prove su sito Web della Camera dei Deputati, condivisione documenti, produttività d’ufficio con Open Office, posta elettronica, agenzie e rassegne stampa, audio e video delle sedute e sicurezza. Quindi si è sottoposto a verifica il supporto tecnico disponibile ed è stato scelto il fornitore (Dell e Novell) e si è così realizzata la proposta avanzata un anno fa da Pietro Folena ai Questori della Camera.

Queste notizie hanno avuto poco spazio sui nostri giornali, eccettuata La Repubblica che vi ha dedicato poco più di un trafiletto. Meglio hanno fatto gli internauti, soprattutto su Ubuntu-it, e il giornale inglese The Inquirer che ha anche intervistato il parlamentare. C’è un piano di migrazione per i prossimi due anni, che coinvolge 3500 macchine, il cui costo licenze unitario è di 900 euro. Quindi ogni anno, fino alla migrazione completa, spenderemo ancora circa 3 milioni di euro. C’è poi un disegno complessivo più ampio che vorrebbe incentivare all’uso di Linux anche le Pubbliche Amministrazioni Locali.

L’idea principale, a parte il concetto di indipendenza tecnologica ed economica, comunque è tecnica ed è una ragione di sicurezza dei dati della nostra democrazia. Nell’articolo britannico si sottolinea l’automatismo del passaggio, salvo che per i server e i desktop dei parlamentari e delle segreterie, per i quali è pensata la volontarietà. Non sono mancate polemiche per il fatto che Novell ha contratti importanti con Microsoft, tuttavia si tratta anche di un’azienda che utilizza i kernel di Ubuntu.