La CIE stravolge i codici fiscali a Milano

di Carolina Figini

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Sta per arriavre la Carta d'Identità Elettronica e le banche dati dell'Anagrafe devono essere aggiornate, non senza effetti collaterali. Ne parliamo con l'Agenzia delle Entrate e con il Comune di Milano

Secondo Pillitteri non ci sarebbe quindi di che preoccuparsi. «Si verifica, però, una non giustificata paura che con il nuovo codice fiscale si perda tutta la storia e che non siano più riconosciuti. Per questo ai Cittadini chiedo (art. 36) di cambiare Nome per avere il vecchio codice fiscale. La pratica di cambio Nome è lunga e complessa in quanto bisogna cambiare tutti gli atti di Stato Civile della persone e della sua famigia (genitori, coniuge, figli) in quanto bisogna ricreare tutte le annotazioni di stato civile come se alla nascita la persone fosse stata chiamata con un solo nome».

Per quanto riguarda i cittadini che si sono trovati senza codice fiscale «ci si è mossi con l’Agenzia delle Entrate, la Regione Lombardia, INPS, ASL in modo tale che sulle prossime lettere di accompagnamento della nuova carta Regionale dei Servizi vi siano riportate le informazioni che non si perde alcuna storia del codice fiscale, che INPS, Motorizzazione, Catasto sono automaticamente allineati. Inoltre alle persone, che hanno già ricevuto il nuovo codice, sarà inviata una lettera dell’Assessore con allegata anche le raccomandazioni dell’Agenzia delle Entrate. Alle persone, per le quali verrà fatto l’allineamento, quanto sopra sarà inviato preventivamente».

Se per il passato non ci sono problemi, vien da chiedersi, sembrerebbe più logico che l’Assessore non chiedesse di cambiare nome. Inoltre vorrei sapere come mai si è deciso solo ora di avvisare i cittadini interessati. All’Agenzia delle Entrate sostengono che questi cittadini non hanno richiesto il codice fiscale con il proprio vero nome, tuttavia in molti casi il codice risulta invece essere stato assegnato dalla Pubblica Amministrazione.

«Non è l’Anagrafe ossia il Comune che vuole cambiare il codice, ma è la normativa che regola il codice fiscale e la CIE che impone il cambiamento in quanto l’attuale codice, in possesso dei cittadini, è sbagliato e non risponde all’algoritmo di generazione. Costoro, quando hanno chiesto alle Entrate il codice non hanno comunicato tutti i nomi».

In conclusione, «se il loro codice non viene validato coerentemente con i propri dati, rischiano, alla partenza della CIE, di non avere più la carta di identità. Per conservare il loro attuale codice fiscale, il comune dovrebbe di propria iniziativa cambiare il nome a tutti gli interessati. questo sì che sarebbe assurdo. La decisione non è del Comune, ma viene imposta dall’allineamento dovuto per la costituzione dalla banca dati INA, di cui ho parlato prima».