L’interoperabilità informatica nella telediagnosi

di Mauro Rizzato

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Si fa presto a parlare di Sanità Digitale: senza sistemi interoperabili e senza una "regia dall'alto" anche le migliori pratiche di informatica sanitaria perdono di efficacia

La considerazione che emerge induttivamente dalla tipologia di applicativi elencati è essenzialmente che la condizione per realizzarli nasce dalla possibilità di avere uno scambio di dati, che in genere risulta agevole solo a livello locale. A conferma, livelli applicativi inter-aziendali in produzione in campo clinico-sanitario non sono facilmente riscontrabili, al di là di alcuni prototipi.

È certo che per poter parlare di informazione che “segue” il paziente è fondamentale parlare di informatica di sovrastruttura, ovvero della capacità delle Aziende Sanitarie di scambiare dati clinici e assistenziali a livello almeno regionale, se non nazionale. In quest’ottica vanno individuati i requisiti per il dialogo informatico, che non sono solamente gli standard di interoperabilità, pur necessari, ma è fondamentale:

  • condividere un modello del dato clinico;
  • individuare la sintassi e la semantica del dato sanitario e amministrativo di supporto;
  • determinare i protocolli operativi di utilizzo;
  • definire le infrastrutture di dialogo.

Gli attori che insistono sulle policy informative da coinvolgere in questo processo sono molteplici: il Ministero Della Salute, le Regioni e le singole Aziende Sanitarie, i player sul mercato e gli Enti Standardizzatori. Solo una regia centrale e riconosciuta può infatti ambire all’obiettivo di rendere interoperabili centinaia di aziende sanitarie, che provengono ciascuna da una propria storia di informatizzazione.

È fondamentale ricordare che la tecnologia è a servizio della medicina e non viceversa: il primo passo non è quello di applicare gli standard di interoperabilità informatici, ma è quello di standardizzare i protocolli clinici, la cui definizione spesso è demandata a livello regionale e procedere con la definizione della semantica del dato per poter permettere l’applicazione di un modello condiviso del dato.

In definitiva, per parlare di telediagnosi, e più apertamente di Sanità Digitale, a livello nazionale o regionale, in prima battuta è indispensabile una politica di standardizzazione dei protocolli clinici a livello di Sistema Sanitario Nazionale o almeno regionale, con la definizione della significato del dato e del suo utilizzo, poi l’informatica può entrare in forze con la standardizzazione dei messaggi. Diversamente continueremo a vedere applicativi verticali sviluppati localmente.

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