Il caso Italia.it

di Alfredo Bucciante

scritto il

Luci e ombre sul portale turistico nazionale, a più di un anno dal nuovo lancio

Al momento Italia.it è principalmente una vetrina, ma in un contesto del genere non è detto che il termine debba essere connotato negativamente. Ci sono, principalmente, una serie di schede su vari argomenti e zone geografiche, anche se più di recente la struttura ha assunto una connotazione leggermente più dinamica ed interattiva. Da segnalare poi dei tour interattivi relativi ad alcune località selezionate. Nonostante questo, manca ad esempio un feed RSS per le ultime notizie, che comunque riguardano principalmente gli eventi lungo la penisola. Allo stesso modo mancano una serie di occasioni di interattività annunciate nel documento di presentazione del sito, ma non ancora attivate. Ad esempio, il motore di ricerca Cerca Italia, per i diversi siti turistici istituzionali, il Tour planner per pianificare gli itinerari o ancora la prenotazione diretta degli hotel.

La grafica attuale è probabilmente non molto accattivante, preferendo puntare sulla semplicità e la chiarezza. È stato però aggiunto una sorta di social network. Non proprio interno perché formalmente si trova su un altro sito, ovverosia Join Italy, ma è comunque riconducibile ad Italia.it, da dove è ovviamente linkato. Manca però un collegamento nel menu principale, ed è necessario scorrere un po’ la pagina per trovarlo.

In ogni caso, su Join Italy si possono creare delle località preferite, lasciare commenti e vedere o caricare foto, ricette o itinerari. È fatto bene, ma come tutte le iniziative di questo tipo sarà poi l’uso a determinarne il successo. È comunque aprezzabile che si guardi a questo tipo di meccanismi di comunicazione.

Quello che invece manca è una reale interazione con gli strumenti più diffusi che la Rete mette a disposizione per la comunicazione. Detto in parole povere, un account su Facebook, su Twitter e anche un profilo su YouTube sono al giorno d’oggi una sorta di “minimo sindacale” per qualsiasi ente che abbia esigenze di comunicazione e auto-promozione. Facendo un piccolo confronto con altri siti analoghi presenti negli altri paesi, possiamo vedere come questa opportunità sia stata meglio sfruttata dagli altri concorrenti, con un uso sicuramente più disinvolto di questi strumenti.

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