L’Agenda digitale europea

di Stefano Pierini

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L'Agenda digitale europea è una delle sette iniziative volte a sviluppare l'economia europea basata sulla conoscenza, sull'innovazione, sull'occupazione e su una gestione delle risorse ecocompatibili

Gli investimenti nella Ricerca & Sviluppo

Il confronto fra l’Europa e gli USA è purtroppo assai impietoso per ciò che concerne l’entità della spesa rivolta alla ricerca in ambito dell’ICT; sul totale complessivo nella UE è del 17% rispetto al 29% americano. In quali settori l’ICT rappresenta una quota significativa del valore aggiunto? Sono quelli dell’auto, dei prodotti di largo consumo e il settore sanitario. Settori che offrono alte quote di occupazione e che se carenti di innovazione creano crisi di lunga durata. La Pubblica Amministrazione manifesta ancora incertezze e tentennamenti negli investimenti, forse per la difficoltà ad accettare cambiamenti necessariamente organizzativi e di competenze nel personale. A tali difficoltà, anche culturali, bisognerà rispondere con maggiore raccolta di investimenti privati e una più ampia compartecipazione pubblico-privato nelle risorse messe a disposizione dei fondi strutturali e nel settimo Programma quadro per la Ricerca. Una specifica azione, prevista nel 2011, sarà quella di sburocratizzare l’accesso ai fondi da parte delle Pmi e di giovani ricercatori, anche per favorire la nascita di nuovi contenuti e servizi sul web.

Migliorare e accrescere l’alfabetizzazione e le competenze

Sicuramente esiste un forte divario fra chi quotidianamente non può fare a meno di usare il pc e conseguentemente utilizzare il web sia per lavoro che per svago (250 milioni di persone) e chi (150 milioni) vive come se il mondo digitale non gli appartenesse. L’invecchiamento della popolazione, le forti discriminanti economiche e formative fra il Nord e il Sud del mondo, sono elementi che determinano in gran parte questa dicotomia. Eppure l’uso dell’ICT potrebbe arrecare un notevole contributo nel migliorare le condizioni di vita anche a queste categorie sociali; basti pensare alle potenzialità dell’e-learning nel formare individui, residenti lontano dalle città, la possibilità di scaricare la documentazione e compilarla online per l’esecuzione di atti amministrativi, la cura di malattie attraverso concertazioni mediche online o istruzioni di telesoccorso attraverso semplici applicativi con l’aiuto della domotica.

Ma oltre ai servizi mancano nuove figure professionali, competenti, capaci di sviluppare prodotti, consulenze, innovazioni gestionali. In un mondo alla disperata ricerca di lavoro, l’Agenda afferma che con le attuali scelte scolastiche e professionali e con lo sviluppo di certi settori industriali, nel 2015 mancheranno in Europa 700.000 posti di lavoro nel settore informatico. Per la nuova programmazione del Fondo Sociale Europeo (2014-2020), la Commissione proporrà di inserire le competenze informatiche tra le priorità formative, inoltre per diminuire il digital divide la UE favorirà la creazione di siti web della PA che consentano a tutti l’accessibilità.

I vantaggi dell’ICT per la società

Si è descritto anche nelle altre sei priorità come l’applicazione, la conoscenza, la liberalizzazione, la sicurezza nel settore dell’ICT, apportino vantaggi sia nelle relazioni che nei sistemi occupazionali. In quest’ultimo obiettivo il documento si sofferma in maniera più analitica su quali apporti di innovazione le applicazioni informatiche impatteranno sugli aspetti ambientali, sanitari, culturali e sui servizi pubblici. In sintesi elenchiamo le prospettive e gli orientamenti presenti nell’Agenda Europea.

Ambiente

Per contribuire al contenimento dell’emissione dei gas, le applicazioni telematiche potranno apportare benefici nel risparmio energetico delle abitazioni, nei trasporti, nell’illuminazione. Le potenzialità tecniche ci sono ma necessita politiche di collaborazione industriale con la PA

Sanità

In questo contesto i punti critici per il loro decollo sono l’interoperabilità fra sistemi e la conservazione in sicurezza dei dati personali. Nel testo si cita il programma Ambient Assisted Living (AAL) con gli sviluppi della domotica per le categorie deboli e con la necessaria formazione e certificazione delle competenze degli operatori che dovranno svolgere la funzione di interfaccia fra i centri di servizio ICT e i beneficiari ultimi (anziani, disabili, ecc..)

Cultura

Oltre all’obiettivo generale della promozione della diversità culturale, le azioni previste vertono nel migliorare l’accesso online alla ricchezza del patrimonio culturale europeo proponendo un modello sostenibile per finanziare la biblioteca digitale pubblica europea (Europeana) e per digitalizzare le opere dell’ingegno europee.

E-governement

Qui lo sforzo delle Amministrazioni Pubbliche è stato rivolto maggiormente alle imprese (il 72% ha utilizzato tali servizi) rispetto ai cittadini (solo il 38%) anche per le tipologie sociali descritte nei precedenti capitoli. Scarso è anche il funzionamento transfrontaliero e ciò crea disagio con l’ampia mobilità delle persone e sempre più anche delle imprese; a tal fine l’obiettivo preannunciato sarà l’elaborazione di un elenco di servizi transfrontalieri comuni che consentano loro di agire in modo indipendente o di vivere ovunque nell’UE e creando sistemi di riconoscimento reciproco delle identità elettroniche.