“Mettiamoci la faccia”: arrivano le emoticon anche nei piccoli comuni

di Manuela De Antonis

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Tre faccine per votare i servizi offerti dai piccoli comuni ai cittadini. L'iniziativa "Mettiamoci la faccia - piccoli comuni", promossa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, è diventata operativa a partire dal 21 ottobre

Che tipo di feedback avete avuto da parte dei comuni fino ad oggi?

Abbiamo avuto già una prima serie di risposte, chiaramente ancora è un po’ presto per avere un quadro dettagliato. Noi in quanto Funzione Pubblica non ci occupiamo direttamente della fase dell’acquisto, anche se la seguiamo molto da vicino. I comuni nel momento in cui acquistano sono automaticamente impegnati ad avviare la rilevazione e quindi a presentare un piano di sperimentazione. Questo piano di sperimentazione arriva al DFP. Quindi è dopo l’acquisto che si crea il contatto con noi. Abbiamo già ricevuto la segnalazione dei primi acquisti sul mercato elettronico ed abbiamo anche ricevuto molte comunicazioni, tra chiamate e mail, in cui veniva manifestato interesse rispetto all’iniziativa.

Previsioni per il futuro in merito alle adesioni dei comuni?

È un po’ difficile fare delle previsioni per un motivo abbastanza semplice. Le realtà dei piccoli comuni è una realtà estremamente variegata in cui puoi trovare il comune di piccole dimensioni, il più piccolo comune italiano conta 33 residenti, così come puoi trovare comuni di dimensioni medie fino a 5 mila abitanti. Quindi sono situazioni in cui le infrastrutture tecnologiche sono molto diverse fra loro. Per questa ragione il finanziamento non è stato dato tutto in una volta, ma è stato diviso in tranche, per vedere quale è la reazione dei comuni e poter eventualmente intervenire in ottica di miglioramento. Abbiamo peraltro cercato di insistere molto nelle nostre comunicazioni sul fatto che questo incentivo non è soltanto finalizzato a diffondere la customer satisfaction, dicendolo nello stesso avviso, ma anche quello di consentire alle realtà più piccole, che spesso hanno delle disponibilità finanziarie limitate, di acquistare dei dispositivi che siano veramente funzionali e che poi possano in qualche modo rimanere patrimonio tecnologico dell’ente. Quindi non solo i piccoli terminali ma dei veri e propri pc touch-screen, che possono essere utilizzati al di là della sperimentazione, sia in contemporanea che dopo.

Che tipo di comunicazione avete fatto?

Le campagne di comunicazione sono state abbastanza diversificate, a partire chiaramente dalla Conferenza stampa del Ministro, abbiamo partecipato nei giorni seguenti a Torino all’Assemblea nazionale dell’Anci. In seguito il Ministro ha mandato una lettera direttamente ai sindaci dei piccoli comuni cui è seguita una serie di campagne di comunicazioni, in parallelo, da parte dell’Anci. Abbiamo agito anche mediante newsletter, e soprattutto con comunicazione istituzionale sui siti. È attivo un vero e proprio help desk che si occupa di seguire i piccoli comuni. È il numero di Consip (800906227) che nel dare informazioni sul mercato elettronico garantisce supporto a questa iniziativa. Sono partiti, inoltre, i Forum per l’innovazione, sono i Forum pa territoriali.

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