Partecipa.net, 2008 all’insegna di riuso, formazione e comunicazione

di Chiara Bolognini

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Dopo la valutazione positiva da parte del Cnipa, il progetto di e-democracy coordinato dall'Emilia Romagna punta a nuovi traguardi per il 2008. Priorità? Promozione, informazione e comunicazione...

In particolare, focalizzandoci sugli applicativi, il “Kit di e-Democracy” è un insieme integrato di strumenti tecnologici, metodologie e procedure per il coinvolgimento attivo dei cittadini, la moderazione dei dibattiti on-line, l’acquisizione e la pubblicazione dei risultati dei processi decisionali partecipati. È costituito da applicativi software: modulo per la REGISTRAZIONE, modulo per l’AUTENTICAZIONE, modulo per i FORUM, modulo per i SONDAGGI, modulo per un “albero di FAQ”; documentazione tecnica di supporto; metodologie e procedure per la partecipazione.

Il portale della partecipazione “Partecipa.net” serve, integrato da altri media, a comunicare e rendicontare gli esiti del processo. Dallo stesso canale i cittadini possono accedere a tutte le informazioni relative ai processi di partecipazione in corso e le amministrazioni interessate possono scaricare il “Kit di e-democracy”. Questi strumenti permetteranno di replicare i processi di partecipazione (attivati durante la sperimentazione) in qualsiasi amministrazione e con la massima flessibilità di adattamento a qualsiasi contesto e a qualsiasi politica.

Il 2008, dopo la valutazione positiva del CNIPA, vedrà l’inizio della “fase due” del progetto la cui programmazione prevede due obiettivi principali: continuare a sostenere le amministrazioni che si vorranno impegnare come utilizzatori del progetto, integrare le esperienze e le competenze del territorio nell’area partecipazione e coinvolgimento dei cittadini.

Sabrina Franceschini ci guida alla scoperta del futuro: «Innanzitutto, come previsto dalla fase conclusiva del progetto, stiamo preparando un libro che darà conto dell’esperienza e conterrà saggi di tipo valutativo. Nel frattempo, ovviamente, a livello progettuale continua l’attività ordinaria, come la gestione del portale, e azioni per agevolare la diffusione degli strumenti presso i potenziali Enti riusatori dell’Emilia Romagna. Abbiamo già avuto richieste da diversi enti, per esempio del ravennate e del riminese».

A questo si accompagnerà un piano di formazione, visto che spesso una delle criticità è rappresentata proprio dalla mancanza di competenze adeguate: «Attiveremo un percorso formativo in e-learning rivolto agli operatori , mentre, in collaborazione con l’ANCI Emilia Romagna, organizzeremo corsi con modalità più tradizionali. A questo seguirà l’implementazione del kit di e-democracy con strumenti e applicazioni del cosiddetto web 2.0 e strumenti più adatti ai giovani che come evidenziato anche dalle ultime ricerche non utilizzano la posta elettronica».

Ma finora la partecipazione dei cittadini come è stata? Sabrina Franceschini sottolinea la necessità di un maggiore investimento in termini di comunicazione: «Sarebbe stato illusorio credere di poter raggiungere livelli pazzeschi di partecipazione avendo come da bando Cnipa solo due anni a disposizione. Se da un lato va sottolineata l’importanza di avere contribuito a far si che la Regione attivasse dei reali processi di partecipazione dei cittadini, dall’altra non possiamo nascondere che ci sono stati livelli diversi di coinvolgimento nei diversi enti partner del progetto per una serie di cause di tipo organizzativo e logistico. Un tasto importante è quello della comunicazione: se si investe in strumenti di informazione e comunicazione on-line e off-line allora i cittadini verranno realmente a conoscenza di tutti gli strumenti che possono utilizzare. In tal senso occorre uno sforzo maggiore in termini di competenze e risorse».

Come dire che l’e-democracy potrebbe rischiare di non decollare: come potrebbe senza un’informazione e una comunicazione efficace, programmata e continua da parte delle Amministrazioni pubbliche?