ICT, nuove frontiere per la valorizzazione dei Beni Culturali

di Valentina Sacchetti

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L'utilizzo delle nuove tecnologie per la salvaguardia del patrimonio artistico sta prendendo sempre più campo, sotto tutti i punti di vista: la tutela, l'organizzazione di archivi attraverso basi di dati, la valorizzazione e la comunicazione

La sfida scientifica di questi progetti è stata quella di approfondire e migliorare i metodi di elaborazione e interazione con immagini multidimensionali relative a Beni Culturali, e la realizzazione di software per stazioni multimediali adatti allo studio e alla simulazione di processi basati sul trattamento, la rappresentazione di immagini e la definizione di archivi di dati multimediali accessibili via rete. Il problema della diagnostica applicata ai beni culturali, in generale, è quello di riuscire ad ottenere informazioni dettagliate sullo stato di un bene senza danneggiarlo. Le tecniche utilizzate possono basarsi sui raggi-x, sui raggi laser, sulle onde sonore. Le tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni, in genere, non hanno un ruolo da protagoniste ma possono servire a filtrare il segnale per aumentarne la leggibilità, e memorizzare in una base di dati i vari rilievi effettuati.

Potenzialmente rilevante è l’utilizzo del tele-rilevamento ai fini diagnostici grazie a sensori che inviano i loro dati in modo continuo a centrali informatizzate. Queste applicazioni per ora non si utilizzano spesso, sia per il costo di simili operazioni, sia per la difficoltà di non essere “invasive”. Come per la diagnosi, e ancor più nel caso di restauro di un bene culturale, le tecnologie dell’informazione potrebbero aiutare consentendo, mediante simulazioni, di valutare la qualità “estetica” (e scientifica) del restauro, prima di compierlo; oppure, e più mediante ricostruzioni virtuali. Dalla diagnosi al restauro digitale vengono sperimentate metodologie per condurre in modo semi-automatico il restauro digitale di immagini di interesse archeologico o monumentale.

A differenza di quanto sperimentato con il sistema SIINDA, nel restauro digitale non si procede ad una diagnosi del reale, ma dell’immagine del reale. Così, si comincia con un riconoscimento del difetto tramite varie analisi e si procede al restauro tramite filtri e interpolatori non lineari, e si conclude con la valutazione delle cause fisico-chimiche del degrado e dei fenomeni che ne governano la percezione. Un altro importante aspetto della tutela riguarda la prevenzione e la repressione del crimine. Il patrimonio dei beni culturali è così diffuso, che una sua protezione efficace è veramente difficile. Il ruolo delle ICT, in questo caso, potrebbe essere quello di costituire un’efficace banca dati e renderla accessibile alle forze dell’ordine ma inaccessibile ai malintenzionati.

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