PA-RETE, condividere per crescere

di Stefano Fait

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Attraverso un'intervista, Stefano Miglietta ci parla di pa-rete, una piattaforma innovativa per valorizzare la risorse umane e ridurre tempi e costi per le consulenze esterne

Quali sono i punti di forza del progetto?

Il principale punto di forza è che la piattaforma pa-rete.it risponde in modo molto preciso ad una forte esigenza della PA italiana – e probabilmente non solo dell’Italia e non solo del sistema pubblico. È un sistema estremamente flessibile, con costi molto contenuti e può essere implementato come Web application in Internet o in una Intranet e non necessita di alcuna installazione sui computer degli utenti: è sufficiente essere connessi alla rete ed aprire il proprio browser.
Per questa ragione stiamo sviluppando una formula di erogazione che coinvolge i Grandi Enti, per esempio le Regioni o le Province, nell’acquisto del servizio da diffondere poi a tutti gli altri enti. In tal modo i costi scendono ancora, massimizzando la promozione della piattaforma a livello regionale. Con il sistema pa-rete si ottimizzano le risorse umane, c’è un effettivo risparmio di tempo e di denaro sia nell’erogazione dei servizi che nell’abbattimento dei costi della formazione e delle consulenze esterne. Questi vantaggi, da soli, sono di estremo interesse, soprattutto oggi, in tutte le Pubbliche Amministrazioni.

Come funziona a grandi linee la mappatura delle competenze dell’utente registrato?

È importante sapere che ciascun utente può interagire, anche anonimamente se lo desidera, inserendo domande, rispondendo a quesiti o votando nei sondaggi. Ciascun utente, inoltre, ha dei crediti, per poter ricevere consulenza dagli altri utenti, che vengono guadagnati erogando a propria volta consulenza, ossia condividendo le proprie competenze. Le risposte date vengono valutate da altri utenti della piattaforma esperti nella materia trattata, modificando il punteggio delle singole specializzazioni dell’utente che ha offerto il suo aiuto. La profilazione passiva degli utenti, com’è stata implementata, distingue questo sistema da ogni altro presente a livello internazionale.

Com’è stato l’approccio (la risposta) della PA di fronte a questo progetto?

Abbiamo presentato a diversi enti il progetto nel 2007, all’interno di Forum PA a Roma, Euro PA a Rimini e ComPA a Bologna; il riscontro è stato così positivo e gratificante che abbiamo anticipato i tempi di sviluppo della piattaforma di pa-rete: dopo pochi mesi era già online e sul mercato, con diversi enti che subito hanno aderito al servizio. Pochi mesi fa, in seguito a questo vivo interesse, abbiamo scelto di adottare la formula di promozione a cui prima ho accennato: invitare gli enti più grandi a stringere accordi per la diffusione del servizio in concertazione con le più importanti istituzioni. Siamo molto soddisfatti dei risultati e auspichiamo di diffondere il sistema pa-rete non solo negli Enti Locali, ma anche alle scuole, alle Università e a tutto il mondo della sanità. Stiamo già pensando di esportare il modello anche in altri paesi.

Come valuti il rapporto della Pubblica Amministrazione con i sistemi ICT? Sia in termini di comunicazione pubblica sia (e forse soprattutto) in termini di razionalizzazione delle risorse (economiche e lavorative)?

Penso che la Pubblica Amministrazione sia stata per anni in ritardo rispetto al mondo ICT e soltanto negli ultimi due anni abbia intrapreso un percorso di ripresa. Il settore pubblico dovrebbe aspirare a ridiventare un modello trainante anziché un freno dello sviluppo economico e sociale del sistema Italiano. Il progetto pa-rete può contribuire tangibilmente al raggiungimento di questo traguardo e ci auguriamo possa divenire un modello concreto di riferimento nello sviluppo della Pubblica Amministrazione italiana.