SBPA: biblioteche per la PA

di Stefano Gorla

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Il problema della gestione della conoscenza si avverte profondamente in complesse organizzazioni quali la Pubblica Amministrazione in cui sono prodotti e devono essere classificati un numero considerevole di documenti

Come ha indicato l’UNESCO (UNESCO, Literacy for All: the vision: UNESCO Education, 2003), in apertura dell’UNESCO LITERACY DECADE 2003-2012 : «Per sopravvivere nel mondo globalizzato di oggi è diventato necessario per tutti imparare nuove forme di alfabetizzazione e sviluppare l’abilità di localizzare, valutare e usare l’informazione efficacemente e in molteplici modi». Il digital divide si supererà facilmente ma la vera sfida sarà l’information divide: il problema non è la tecnologia ma la conoscenza!

Petrucco definisce l’Internet Information Literacy come componente essenziale per un Syllabus sulle Tecnologie didattiche, con competenze che superano la semplice conoscenza ed utilizzo degli strumenti tecnici disponibili. Questo comporta anche una ridefinizione del ruolo delle biblioteche e della figura del bibliotecario. La biblioteca si ridefinisce come learning library, ossia come ambiente formativo, e accanto al bibliotecario specialista che è parte di una biblioteca specializzata si pone la figura del bibliotecario che “fa” information literacy ed è parte di una learning library. In questo caso il suo lavoro non è semplicemente quello di registrare il prestito dei documenti ma quello di trasmettere delle conoscenze.

Ritornando al progetto in esame è necessario prevedere la stesura di una guida all’interoperabilità semantica in cui siano previsti standard operativi per tutta la PA: dalla produzione all’archiviazione, alla distribuzione dei contenuti.
Questo coincide con il programma IDABC dell’Unione Europea, un progetto quadriennale (2005-2009) per l’interoperabilità che vuole elaborare regole comuni per far collaborare le p.a europee. All’interno del progetto IDABC è stato attivata la piattaforma SEMIC.EU (Semantic Interoperability Centre Europe). L’iniziativa vuole promuovere e sviluppare standard comuni di interoperabilità, agendo a livello sintattico e semantico, nello scambio di dati fra PA e prendendo come punto di riferimento le migliori esperienze europee del settore.