Uno sguardo approfondito a i2010

di Stefano Pierini

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Il traguardo prefissato dall'UE nel 2000 si avvicina sempre di più: quali sono state le azioni specifiche attuate per sviluppare una società europea dell'informazione e in che modo si sta tentando di cambiare la PA?

Il piano di azione prevede 5 grandi obiettivi con scadenza temporale posta nel 2010, dove tutte le politiche ricadenti nella strategia di Lisbona saranno oggetto di analisi e valutazione di impatto socio-economico. Gli obiettivi si possono sintetizzare con la semplificazione delle procedure, es.: gli appalti pubblici, la sicurezza, l’inclusione sociale (a tal fine nel 2008 dovrebbe essere lanciata un’iniziativa europea per la eInclusione, che affronterà aspetti quali le pari opportunità, le competenze nel campo delle ICT e i divari fra le regioni).

Il 7mo Programma quadro considera prioritario investire in tecnologie al servizio della conoscenza, programmi software sicuri e affidabili, sistemi integrati e nanoelettronica. In primo piano viene posta anche la sperimentazione nell’assistenza sanitaria online (e-Health) e la digitalizzazione degli appalti pubblici telematici (e-Procurement), che apporterebbe un risparmio del 10% a livello di transazioni.

Il ruolo di protagonista spetta comunque all’eGovernment: i servizi pubblici possono apportare un significativo contributo all’agenda di Lisbona. Il documento segnala significative esperienze in campo europeo quali l’utilizzo in Belgio di sussidi online per disabili, che ha ridotto i tempi di attesa da alcune settimane a pochi secondi. Un ulteriore linea di sviluppo delineata e programmata nel 2008 riguarda la creazione di specifiche relative alle strategie di fornitura di servizi multipiattaforma che permettano di accedere ai servizi di eGovernment attraverso una molteplicità di servizi come la televisione digitale, la telefonia fissa e mobile, ecc.

A livello di servizi al cittadino risulta strategica l’interoperabilità dei sistemi per l’identificazione elettronica e l’archiviazione dei documenti (eIDEM), ciò consentirà servizi personalizzati con ampia ricaduta sull’utente del valore degli strumenti informatici. (si pensi anche alla reciproca validità negli stati membri degli attestati di formazione, le ricette mediche a distanza, ecc..). Le ICT stanno inoltre diventando uno strumento di partecipazione per rafforzare la coesione sociale e migliorare la partecipazione alla vita pubblica (es. la diffusione dei blog) e tutto ciò viene denominato eDemocrazia e il 7mo Programma Quadro cercherà di favorire la nascita di progetti per ulteriori sperimentazioni in tale ambito.

Per sostenere la politica dell’eGovernement la Commissione aveva già individuato nel periodo della presente comunicazione (2006) dei programmi di sostegno a tale obiettivo (Modinis, eTEN, TSI, ecc..) prevedendo il già operante Programma quadro per la Competitività e l’innovazione.

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