Dai fondi di sviluppo alle ICT

di Stefano Pierini

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FESR, FES e POR: i fondi di sviluppo europei e regionali devono essere sfruttati al meglio dalla PA, per il miglioramento del territorio e dei rapporti con aziende e cittadini

Per lo specifico dell’ICT l’accordo prevede nell’ambito di alcuni obiettivi strategici (politiche per l’edilizia, rafforzamento infrastrutture per sistema aeroportuale, politiche per l’inserimento lavorativo di laureati e laureandi e trasferimento delle conoscenze alle imprese, ecc..) anche il rafforzamento della competitività del sistema produttivo regionale e in essa due strategie, una delle quali si pone la finalità di potenziare gli effetti della società della conoscenza sulla competitività dei settori produttivi regionali nelle aree interne.

Come già delineato nelle strategie del FESR, il potenziamento dell’ICT in tali aree viene ad essere supportato quasi esclusivamente da finanziamento pubblico, ma l’investimento oltre a migliorare la qualità della vita ha anche delle potenzialità commerciali, essendo questi territori ricchi di produzioni tipiche e tradizionali e tali servizi telematici possono indurre una valorizzazione integrata del territorio, insieme al turismo e alla cultura, in un ottica di un piano di valorizzazione verso paesi esteri, sopratutto con forti insediamenti di italiani migranti.

Da sottolineare come il finanziamento per le infrastrutture viene posto come elemento indispensabile ma non esaustivo in quanto viene raccomandata una specifica azione formativa, in raccordo con il FSE, per migliorare il notevole gap esistente nella popolazione per l’uso, anche tecnico-produttivo, delle potenzialità dell’ICT. L’azione viene dotata di 1,8 milioni di euro.

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