L’ignoranza informatica costa

di Giovanni Minnella

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Questo è quanto emerge da diversi studi che stimano perdite dell'ordine di alcuni miliardi di Euro. E se li spendessimo in formazione?

Senza arrivare al “contesto globale”, possiamo guardare al panorama europeo per intuire il rischio di rimanere indietro. Studi di Eurostat rilevano che il 59% degli Italiani tra i 16 ed i 74 anni non ha neppure la conoscenza minima nell’utilizzo del computer a fronte di una media europea che varia dal 25 al 37%. Ci precede l’Ungheria con il 57% e ci batte solo la Grecia con il 65%.

In ambito europeo, superati i 65 anni di età, 3 persone su 4 non hanno conoscenze informatiche, l’87% di esse è italiana mentre nella fascia di età che va dai 16 ai 24 anni, circa il 10% non ha alcuna competenza; di questi ultimi il 28% nel nostro Paese.

Dai dati si deduce, inoltre, che il 56% degli italiani non ha mai usato il pc a fronte di una media europea del 34%. Sono al top i paesi nordici che si attestano tra l’8 ed il 10%. Di contro solo il 28% degli italiani usa regolarmente Internet, ben al di sotto della media europea che si pone al 43%, mentre nei paesi scandinavi è il 75%.

Se si considera la popolazione attiva, fascia di età che va dai 25 ai 54 anni, si constata che il 29% degli Europei non ha conoscenze informatiche. Questo valore schizza al 50% in Grecia, Italia, Cipro, Lituania ed Ungheria. Il nostro paese è all’ultimo posto anche per le attività formative legate al mondo dell’ICT: negli ultimi 4 anni solo il 18% della popolazione attiva ha seguito corsi di almeno tre ore, contro una media europea del 41% ed il 70% della Svezia.

Le risposte a questo fenomeno si sono cercate in strumenti come l’ECDL, rilasciata dall’AICA che a sua volta fa capo al CEPIS, Garante Internazionale che riunisce le associazioni europee d’informatica. Al pari dell’ECDL esiste IC3, il programma è gestito a livello mondiale da Certiport. L’EUCIP è invece una certificazione d’elevato spessore tecnologico ed è riservata ai professionisti dell’ICT.

Oltre a questi strumenti, si profila interessante anche l’uso dell’e-learning, come mezzo per favorire massicci programmi d’apprendimento a distanza da parte dei cittadini, sempre che si riescano a superare le resistenze culturali legate all’uso di queste tecnologie.

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