Codice del Turismo le principali novità per le PA

di Stefano Gorla

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È entrato in vigore il 21 giugno il Codice della normativa statale che riordina la normativa del mercato del Turismo. Una panoramica delle novità principali introdotte nel settore.

Non è da confondere con la “Carta dei diritti del Turista“, prevista dall’art. 4 della L. 135/2001 e redatta dal “Ministero dell’Industria, del commercio e dell’artigianato, in almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico, nonché le associazioni nazionali di tutela dei consumatori”.

Questa seconda Carta dei diritti è giunta nel 2010 alla XIV edizione ed è redatta e pubblicata a cura del Movimento Consumatori, nella forma di guida ai principali diritti e doveri del viaggiatore, affrontando in maniera divulgativa le tematiche giuridiche e contrattuali più frequenti. Infine, per quanto attiene al riordino degli organismi pubblici centrali operanti nel settore del turismo (Capo I del Titolo VII), l’art. 54 del Codice del Turismo conferma, pur non richiamandolo espressamente, il D.P.R. dell’8 maggio 2009 che ha reintrodotto il Ministro del Turismo senza portafoglio per un’opera di coordinamento e rilancio della competitività italiana.

Il quadro organizzativo presentato dal Codice non intende mettere in discussione il referendum abrogativo del 1993 con cui è stata abrogata la L. 617/1959 istitutiva del Ministero del turismo e dello spettacolo. La riforma costituzionale del Titolo V ha del resto definitivamente confermato, all’art. 117, il ruolo delle Regioni nell’ambito turistico. L’art. 55 conferma invece il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo (DSCT).