I piani di diffusione della banda larga

di Stefano Pierini

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Il sostegno europeo e nazionale per la diffusione della banda larga deve essere perfettamente coordinato con le azioni degli enti locali e l'attività degli operatori. Ecco come

Per una buona progettazione sono da tenere presente l’ottimizzazione dell’investimento, intesa come la più ampia popolazione raggiunta e la soluzione più a lungo termine a parità di costi, con la scelta di tecnologie consolidate, che supportino l’evoluzione della larghezza della banda con costi di aggiornamento ragionevoli.

Realizzazione e monitoraggio

Fase 4: realizzazione. Il Comitato nei vari contatti con le Regioni ha posto al centro alcune considerazioni di strategia applicativa riferite a open access ed interoperabilità delle reti. Per la prima è indispensabile che i beneficiari di interventi pubblici consentano a terzi di utilizzare le opere in forma non discriminatoria per prezzo e per procedure amministrative trasparenti. Anche nelle applicazioni con tecnologia wireless deve essere prevista l’interoperabilità delle reti, attraverso protocolli standard, un listino prezzi-servizi per altri operatori e l’obbligo di trovare comunque soluzioni utili per il territorio.

Per ciò che concerne le proprietà delle reti esse devono rimanere pubbliche e previo accordo possono essere date in gestione per 99 anni alle Regioni che offriranno servizi di manutenzione. Altri criteri che vengono illustrati per una razionale realizzazione sono la mappatura delle infrastrutture civili già esistenti verificando se esse siano in grado di accogliere infrastrutture TLC e la semplificazione delle procedure. L’analisi dell’Osservatorio Banda Larga ha evidenziato per la creazione delle infrastrutture alcuni colli di bottiglia relativamente a permessi per opere già presenti e al relativo accesso. La definizione di protocolli di intesa fra i diversi soggetti (costruttori,condomini, ecc. , stante la normativa tecnica non cogente sembra la soluzione più rapida e opportuna.

Fase 5: monitoraggio. L’ultimo stadio prevede la verifica dell’attuazione dell’intervento e le dinamiche della copertura del territorio, completata dal monitoraggio del mercato della banda larga per analizzare l’evolvuzione del digital divide. Ulteriori monitoraggi saranno necessari dal punto di vista tecnologico sia per il wired che il wireless e la conoscenza di buone prassi regionali, sulle quali il Comitato può fungere da valutatore e strumento di orientamento.

Aggiornamento del piano

Siccome il Piano è di natura dinamica il Comitato (stante che ancora molte Regioni non hanno adottato specifici piani territoriali ad hoc) ha elaborato una check-list anche per una reale verifica dei processi di implementazione. I punti da osservare sono:

  • Aggiornamento dati sul digital divide e notizie sui piani degli operatori
  • Coerenza tra livello di servizio, popolazione interessata e periodo temporale
  • Coerenza del Piano con altri che insistono nel territorio
  • Segmentazione del territorio
  • Livello di scalabilità e “future proof”
  • Livello di consolidamento della gestione della rete

L’elemento chiave è sono dunque una corretta concertazione fra i vari soggetti, la valutazione della gestione, l’affidamento dei servizi previa verifica della sostenibilità tecnico-economica dell’operatore (sviluppo di un business plan) e il monitoraggio della copertura e della differenziazione della domanda.

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