Il Wi-Fi negli ambienti sanitari

di Mauro Rizzato

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La tecnologia Wi-Fi si presta a numerose applicazioni nelle strutture ospedaliere, offrendo innumerevoli vantaggi... e alcuni svantaggi a cui bisogna porre rimed

Il problema delle emissioni elettromagnetiche

Pur essendo difficilmente contestabili i benefici riscontrati sul campo, va ricordato che la tecnologia wireless necessita di un’analisi dei fattori di rischio che può introdurre con il suo utilizzo.

Per quanto riguarda la presenza di emissioni elettromagnetiche, esiste la necessità di condurre studi sulla compatibilità elettromagnetica delle infrastrutture tecnologiche sia verso le strutture ospedaliere nelle quali sono presenti apparati elettromedicali fissi (monitor dei parametri vitali, elettrocardiografi) e mobili (sistemi di monitoraggio carrellati) sia verso il paziente stesso (possibile portatore di pacemaker, holter).

In un contesto così particolare, diventa fondamentale tutelarsi dai possibili rischi che potrebbero alterare le prestazioni e l’affidabilità sia degli apparati elettromedicali stessi, che dei rice-trasmettitori Wi-Fi. Nel secondo caso infatti possono essere gli apparati elettromedicali a portare ad una degenerazione della qualità del segnale radio Wi-Fi.

La normativa vigente sulla compatibilità elettromagnetica, non tratta in modo esplicito la questione. Il Decreto Ministeriale n°381 del 10/09/1998 regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana, fissa il valore limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all’esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell’intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz. Il livello più cautelativo viene fissato pari a 6 V/m.

La Norma CEI-EN601-1-2: apparecchi elettromedicali: prescrizioni generali per la sicurezza. Norma collaterale: Compatibilità elettromagnetica. Prescrizioni e prove, specifica le prescrizioni generali per la compatibilità elettromagnetica di apparecchi e/o sistemi elettromedicali e definisce l’immunità che deve possedere l’apparecchiatura elettromedicale senza degradazione delle prestazioni in presenza di un disturbo elettromagnetico, stabilendo che per la gamma di frequenza compresa tra 26 MHz e 1 GHz gli apparecchi medicali devono presentare un valore di immunità di 3 V/m.