Bankitalia, Draghi si taglia lo stipendio del 10%

di Barbara Weisz

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Riduzione analoga per gli altri membri del direttorio, taglio del 5% per i compensi sopra i 90mila euro. Per tutti, blocco contrattuale al 2013

Il buon esempio lo danno in primis il Governatore e gli altri mebri del direttorio, che si tagliano lo stipendio del 10%. Ma le riduzioni sui compensi riguarderanno in misura minore e diversificata a seconda dell’entità degli introiti, tutti i dipendenti della Banca d’Italia a partire dal prossimo primo gennaio.

La decisione dovrebbe diventare ufficiale con la riunione del Consiglio Superiore dell’istituto centrale nel prossimo mese di novembre. Si tratta di un’iniziativa di austerity alla quale tiene particolarmente il governatore Mario Draghi e che va incontro all’indirizzo espresso dalla manovra estiva del governo, che ha stabilito i tagli al pubblico impiego e ha lasciato libertà d’azione, nel rispetto della sua autonomia, alla Banca d’Italia invitandola però a seguire l’esempio di contenimento della spesa.

Nel dettaglio, Via Nazionale intende ridurre, come detto, del 10% gli emolumenti dello stesso Draghi e degli altri quattro esponenti del Direttorio, Fabrizio Saccomanni, Anna Maria Tarantola, Ignazio Visco e Giovanni Carosio. È invece previsto un taglio del 5% per gli stipendi superiori ai 90 mila euro, che sale al 10% per la parte del compenso superiore ai 150mila euro. Tutti gli altri dipendenti, circa 7mila, si vedranno invece bloccati gli adeguamenti contrattuali per il triennio 2011-1013, esattamente come previsto per tutto il pubblico impiego.

Queste misure non riguardano gli eventuali aumenti legati alla produttività e al merito, mentre sono previsti altri risparmi, anch’essi intorno al 10%, relativi agli stanziamenti per beni e servizi. Il piano di contenimento delle spese sarebbe già stato annunciato ai sindacati nel corso di un recente incontro a cui ha partecipato lo stesso Governatore con buona parte del Direttorio. E il direttore generale, Fabrizio Sacomanni, ha inviato una lettera interna per spiegare che tali scelte sono state fatte in ossequio al principio di solidarietà, sulla base cioè di quanto avvenuto per legge in tutto il pubblico impiego.

Ma da parte dei sindacati si registrano espressioni di contrarietà. «Ci hanno annunciato questa intenzione», spiega Gianni Romoli, segretario generale della Fiba-Cisl, che specifica: «noi non siamo d’accordo con il taglio delle retribuzioni. Quello che fanno Draghi e il Direttorio è una loro decisione». Guido Pellegrini, coordinatore responsabile per Bankitalia di Fisac-Cigl esprime a sua volta il suo disaccordo, spiega che «bisognerà capire quali saranno i margini di trattativa» e aggiunge che l’istituto centrale punta a un accordo con il sindacato «entro la fine di novembre». L’obiettivo, come detto, è quello di rendere operative le misure di contenimento a partire da gennaio.

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