Gestire la produttività: l’autonomia fa bene

di Chiara Basciano

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Personalizzare i tempi e la scrivania per imparare a conoscere il proprio ritmo produttivo.

Ci sono consigli validi per tutti ma che non possono essere presi alla lettera. Ogni singolo lavoratore ha ritmi propri e compiti peculiari quindi per avere una giornata di lavoro produttiva, la prima cosa da fare è sapersi leggere e capire. Tagliare la propria giornata su ritmi decisi dall’esterno, per esempio, è controproducente.

A seconda della propria personalità ci sono momenti più o meno produttivi. Anche i manager se ne stanno rendendo conto, concedendo maggiore libertà organizzativa i propri dipendenti.

Questi ritmi non è detto che siano sempre uguali: a seconda della stagione, del ritmo del lavoro e dello stato d’animo personale possono cambiare. La cosa importante è chiedersi ogni mattina come muoversi. Si può riducendo le distrazioni inutili, magari disiscrivendosi da newsletter che non interessano più o utilizzando filtri per la posta.

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Anche l’ambiente in cui si lavora può fare la differenza. Non è detto che il silenzio sia sempre positivo, una ricerca condotta dall’University of Illinois svela che un ambiente vivo e con rumori di fondo rende più produttivi, mentre il silenzio può schiacciare e distrarre. Ogni ufficio dovrebbe essere luminoso e con la giusta temperatura e ogni lavoratore dovrebbe preoccuparsi di mantenere la propria scrivania in ordine, mettendo ogni giorno da parte le cose inutili.

Sono piccoli accorgimenti che fanno la differenza ma a cui non bisogna prestare completo ascolto. Ci sono infatti lavoratori che si trovano a loro agio nel disordine, e che affermano di avere più facilità a trovare le cose nel loro unico e personale caos.