Turismo e investimenti: dal B&B al Condhotel

di Noemi Ricci

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Come funziona la formula del Condhotel che debutta nella normativa italiana per migliorare la qualità dell'offerta turistica nazionale: stanze in vendita e non solo.

Arriva anche in Italia la normativa per il “Condhotel”, per effetto del decreto (Dpcm del 22 gennaio 2018) già registrato alla Corte dei Conti e in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, volto ad incentivare la riqualificazione degli alberghi, migliorando la qualità e diversificando l’offerta nazionale nel settore Turismo.

Condhotel

La formula del “Condhotel”, usata soprattutto negli States, nel Nord Europa e in Spagna, prevede che il proprietario di un albergo possa vendere una stanza autonoma e indipendente e dotata di cucina, ad un soggetto che ne possa poi fruire in modo esclusivo per le proprie ferie o darlo a sua volta in affitto nei periodi di inutilizzo, affidando l’incarico al gestore della struttura alberghiera dividendo con lui i ricavi.

Si tratta dunque di una interessante opportunità di investimento immobiliare. I proprietari, tra l’altro, potranno inoltre godere dei servizi offerti dalla struttura alberghiera.

Il proprietario della struttura alberghiera può decidere di trasformare in appartamenti da vendere con la formula del “Condhotel” una porzione della struttura esistente fino ad un massimo del 40% della superficie.

In alternativa, può scegliere di aggregare ad un hotel esistente un certo numero di appartamenti ubicati nelle immediate vicinanze (massimo 200 metri lineari). Una rivoluzione che impatterà in un certo qual modo sull’attuale scenario della sharing economy targata Airbnb & Co.