Pirateria in ufficio: risparmi i soldi, rischi la galera

di Claudio Mastroianni

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Ma voi, nel vostro ufficio, siete a posto con le licenze dei software utilizzati?

La domanda me la sono posta ieri, leggendo dell’intervento della Guardia di Finanza contro la pirateria informatica in alcune aziende della provincia di Roma, e mi è tornata in mente scoprendo la bella intervista di Webnews ad Arnaldo Borsa, Responsabile Antipirateria di BSA.

La risposta, tra l’altro, non è neanche così ovvia.

Borsa parla infatti di una percentuale del 51% di “aziende illegali”, secondo fonti IDC: praticamente un’impresa su due utilizza software senza averli pagati. E ci rende edotti su una parola misteriosa, che sono in pochi a conoscere: underlicensing.

Avete un ufficio con una ventina di computer. Nel vostro negozio di fiducia avete comprato una copia di Microsoft Office. L’avete installata su tutti i pc. E pensate di essere a posto con la legge.

Sbagliato. L’underlicensing è questo: utilizzare un software su più computer rispetto a quelli coperti dalla licenza acquistata. Dite la verità : quanti di voi ci avevano mai pensato seriamente?

Borsa infatti parla di “ignoranza della legge”; ignoranza che secondo BSA negli anni è andata calando, ma che per quanto mi riguarda è ancora alta. Anzi, rincaro la dose: per me c’è anche una forte componente di leggerezza, di faciloneria tipicamente italiana (se mi passate il concetto), che ci fa credere di essere a posto con la coscienza senza avere però la piena consapevolezza di quanto stiamo facendo.

Salvo poi scoprire, magari troppo tardi, di stare commettendo un reato e di essere passibili di multe salate. Anche perché si parla, per le case produttrici di software, di danni che superano le centinaia di migliaia di euro.

E allora vi rinnovo la domanda, e sarei davvero curioso di sapere la vostra opinione: siete a posto con le licenze dei software utilizzati? (E se no, perché non lo siete?)

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