La figura del dirigente nelle PA, manager o leader?

di Stefano Gorla

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La Riforma della PA operata con la Legge Brunetta attribuisce piena autonomia e responsabilità ai dirigenti pubblici, ma questo deve far riferimento alla figura del manager o a quella del leader?

Secondo P. Selznick è a livello dell’istituzione che si verifica la volontà politica degli uomini di mobilitarsi per definire degli scopi e raggiungerli. Il punto chiave per il passaggio ad istituzione è costituito dalla leadership : la leadership è quindi un’attività creativa, che caratterizza le istituzioni e non esiste nelle organizzazioni tecniche.

Funzoni del Leader secondo Selznick:

  • Specificare la missione istituzionale. Dare un obiettivo all’organizzazione è impegno creativo. Il fine diventa una vera e propria missione, che comprende anche valori.
  • Assimilazione della Missione, è necessario che i dipendenti (la struttura sociale dell’organizzazione) interiorizzino la missione, non basta definirla a priori.
  • Difesa dell’integrità istituzionale. L’organizzazione deve assumere un atteggiamento proattivo: nel momento in cui ci si trova davanti un attacco esterno, si risponde con una pressione maggiore.
  • Conciliazione dei conflitti interni. Il leader deve essere il mediatore dei conflitti interni. Questa attività di composizione del conflitto deve mirare all’aumento del consenso.

Il leader deve tuttavia essere cosciente di alcuni limiti che Selznick individua nei seguenti punti:

  • Fuga nella tecnologia. Una attenzione esagerata sui mezzi a scapito dei fini può portare ad un efficienza senza efficacia.
  • Opportunismo. Quando il leader utilizza l’organizzazione per raggiungere scopi personali. L’opportunismo inteso da un punto di vista tattico può invece essere funzionale per il successo dell’organizzazione.
  • Utopismo/Populismo. Si tratta dell’inverso rispetto alla “fuga nella tecnologia”: un’attenzione maggiore sui fini, dimenticando l’assenza dei mezzi può portare ad una totale assenza di risultati.