Decreto Sviluppo: obiettivo meno burocrazia e costi

di Alessandro Vinciarelli

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Approvato dal CdM odierno il Decreto Sviluppo finalizzato a semplificare e far ripartire l'economia italiana. Importanti novità anche sul fronte delle pubbliche amministrazioni.

Introdotto inoltre un tetto sulle spese compensative, che prevede che le amministrazioni local trovino all’interno del bilancio dell’ente territoriale i fondi per finanziare le opere finora finanziate dall’autorità centrale, con l’obiettivo di dare più spazio alle grandi opere, piuttosto che a quelle di secondaria importanza.

Al via, infine, anche un ambizioso piano di social housing con il quale sono stati approvati i programmi di 15 Regioni per realizzare 15.209 alloggi per un totale di 2,7 miliardi di investimenti complessivi (2 miliardi provengono da privati). Una misura che si prospetta avere effetti positivi sull’occupazione nel settore edilizio e di «ridurre il disagio sociale esistente attorno al problema casa», ha sottolineato il sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e trasporti Mantovani.

Per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi questo decreto rappresenta un segnale importante che dimostra come «stiamo uscendo meglio di altri fuori dalla crisi», sottolineando «fattori positivi come un deficit meno alto dopo quello della Germania in Europa, intorno al 4,5/4,6 e la produzione industriale intorno all’1,5». Il livello del debito pubblico è stato imputato da Berlusconi all’essere stato «messo insieme dai governi del consociativismo».
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