L’Agcom sul blocco automatico delle chiamate a sovrapprezzo

di Enza La Frazia

scritto il

Le delibere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sul blocco automatico delle chiamate a sovrapprezzo

Il Giudice amministrativo, rilevando l’esistenza del presupposto del pregiudizio grave e irreparabile, «anche in ragione dell’inadeguata informazione agli utenti sull’operatività del meccanismo del silenzio-assenso», ha sospeso, seppure per un tempo limitato, il provvedimento dell’Agcom, nella parte in cui prevede l’attivazione del blocco automatico delle numerazioni per servizi a sovrapprezzo nei confronti degli abbonati che non abbiano manifestato una diversa scelta. Tale provvedimento giudiziario, emanato con ordinanza il 12 giugno scorso, interviene come misura temporanea, in attesa dell’emanazione di un giudizio di merito: la prossima udienza è fissata per il 13 novembre.

Nonostante le principali testate giornalistiche abbiano dato grande rilievo alla notizia dell’ordinanza sospensiva del TAR, essa resta un provvedimento meramente transitorio, giustificato da un’esigenza precauzionale e dalla delicatezza delle questioni dedotte, destinato a decadere all’emanazione della sentenza definitiva. Inoltre, la giustizia amministrativa non ha inteso bocciare la delibera nella sua interezza, avendo esplicitamente specificato che la decisione del garante è sospesa nella sola parte in cui è prevista l’attivazione del blocco automatico nei confronti degli utenti che non si siano diversamente pronunciati entro il 31 maggio.

Le associazioni dei consumatori

La decisione del TAR del Lazio ha provocato feroci critiche da parte delle associazioni dei consumatori, alcune delle quali erano state ammesse ad intervenire al procedimento giudiziario. Alcuni esponenti hanno addirittura denunciato con toni molto accesi una presunta “resa alle lobbies telefoniche” da parte del giudice amministrativo, che sembra non aver tenuto conto delle numerose bollette “gonfiate” contestate a tali associazioni da abbonati che lamentavano truffe o raggiri legati a servizi non richiesti o proposti con l’inganno, tra cui figurano non solo le famigerate chiamate ai numeri con prefisso 899, ma anche dialer, numerazioni satellitari, servizi a valore aggiunto.

I rappresentanti di alcune associazioni hanno anche annunciato ricorsi al Consiglio di Stato e class action, preoccupati dallo slittamento dell’entrata in vigore del blocco automatico, il quale di fatto proroga la possibilità a favore dei gestori di servizi a tariffazione speciale di lucrare, forse anche in maniera truffaldina, sulle chiamate in sovrapprezzo effettuate da utenti disinformati.