A quando la nuova carta di identità?

di Chiara Bolognini

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Un viaggio nel tortuoso iter legislativo cerca di svelare le caratteristiche di quella che dovrebbe essere la chiave d'accesso per tutti i servizi online

Il decreto in particolare definisce la nuova struttura della card che dovrà contenere contemporaneamente diverse tecnologie. Sullo stesso supporto saranno presenti infatti una banda ottica a lettura laser ed un microprocessore. La banda ottica registrerà le informazioni anagrafiche e personali, mentre il microchip conterrà le informazioni della Carta Nazionale dei Servizi (per intenderci una carta analoga a quella già diffusa dalla Regione Lombardia e che ha sostituito il tesserino cartaceo dell’ASL). In futuro lo stesso supporto potrà gestire anche la firma digitale nonché i dati biometrici del titolare. Per questi aspetti tuttavia sarà necessario attendere ulteriori specifiche tecniche.

L’art. 3 del decreto prevede che le funzioni di pertinenza dei Comuni connesse al rilascio della CIE, possono essere esercitate anche in forma associata nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza dettagliate nell’allegato B del decreto.

Sul versante degli oneri che i Comuni dovranno sostenere al momento nessuna novità. Si auspica che al più presto vengano chiariti anche questi aspetti, che sono tanto importanti quanto quelli legati alla sicurezza che i Comuni dovranno garantire, ma non si sa ancora con quali risorse.

Intanto la Legge Finanziaria per il 2008 (art. 4 comma 27) proroga ulteriormente il termine per l’accesso ai servizi in rete con la carta di identità elettronica prevedendo che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica sarà fissata la data, comunque non successiva al 31 dicembre 2008 (e non più 2007), a decorrere dalla quale non sarà più consentito l’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, con strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi. Come dire: decreto approvato, iter concluso, ora la parola passa alla Corte dei Conti e basta con i “mah”.