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Superbonus e quarta cessione: le nuove regole

di Barbara Weisz

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Nel Decreto Aiuti è confermata la proroga del SAL per il Superbonus villette 2022 ma non la modifica alla quarta cessione del credito: regole da maggio.

Mentre è ufficiale la proroga del Superbonus villette 2022, non ci sono invece ulteriori flessibilità sulla quarta cessione del credito per le detrazioni edilizie.

Per sapere se invece l’attesa modifica alla ulteriore cessione – peraltro preannunciata dal Ministro dell’Economia, Daniele Franco, in un question time alla Camera il 27 aprile scorso – è stata inserita nel decreto Aiuti del 2 maggio oppure rinviata, bisogna attendere il testo ufficiale del provvedimento.

Nel Decreto Aiuti non sono state comunicate anticipazioni di una sua applicazione senza gli attuali vincoli, che pertanto restano applicabili per le nuove operazioni comunicate al Fisco dal 1° maggio 2022, entrando in vigore contestualmente all’avvio della nuova procedura con bollino antifrode. Per le vecchie pratiche resta inapplicabile, senza dunque contribuire allo sblocco delle cessioni rimaste impantanate per sopraggiunti limiti di capacità fiscale delle banche.

C’è anche da registrare una presa di posizione del premier, Mario Draghi contro il Superbonus: parlando della misura, a margine della plenaria del Parlamento europeo, ha dichiarato che il suo Governo non è favorevole a portare avanti questa misura, che ha prestato il fianco alle frodi fiscali e ha fatto triplicare i prezzi perché l’incentivo fiscale rende inutile la trattativa di mercato.

Vediamo tutto.

Proroga Superbonus villette 2022

Tre mesi in più, rispetto alla precedente data del 30 giugno, per lo stato di avanzamento lavori (SAL) pari almeno al 30% per utilizzare il Superbonus al 110% entro fine anno in riferimento a villette e unità uni-familiari. In base alle nuove disposizioni, la detrazione potenziata è utilizzabile fino al 31 dicembre 2022 a patto che entro il 30 settembre (è questa la novità) sia stato effettuato un terzo dei complessivi interventi facenti parte dell’intero progetto, come attestato da apposito SAL (Stato Avanzamento Lavori).

La novità inserita nel decreto Aiuti riguarda esclusivamente le villette unifamiliari, che possono effettuare lavori agevolati con il 110 solo fino a dicembre. Per i condomini e gli edifici fino a quattro unità immobiliari, invece, il Superbonus al 110% è applicabile  fino al 2023, mentre poi l’aliquota scende al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

Quarta cessione del credito dal 1° maggio

Per quanto riguarda la cessione del credito, al momento è in vigore la disposizione prevista dal dl 17/2022, introdotta nella sua legge di conversione, in base alla quale è possibile effettuare una quarta cessione del credito ma con una serie di paletti precisi: scatta soltanto dopo che sono già state effettuate le prime tre cessioni, di cui le ultime due riservate ai soggetti vigilati (assicurazioni, finanzirie e banche), e può essere rivolta unicamente verso un proprio correntista.

L’operazione consente di cedere il credito corrispondente alla detrazione, ottenendo subito la liquidità necessaria per fare i lavori; sarà poi il soggetto che ha acquistato il credito ad utilizzarlo in dichiarazione dei redditi. Chi acquista il credito deve farlo in blocco e poi compensarlo anno per anno, in virtù del divieto di cessioni parziali applicato ai crediti nel mercato secondario.

La quarta cessione si applica esclusivamente alle ristrutturazioni edilizie per le quali la comunicazione della prima cessione del credito sia successiva al primo maggio. Significa che, se ci sono già state precedenti cessioni prima di questa data, non si può effettuare la quarta operazione. Il motivo è che da maggio alle cessioni viene attribuito un codice, una sorta di bollino blu, che ne consente il tracciamento nei diversi passaggi, in chiave anti-truffa.

Crediti ceduti al 30 aprile senza sblocco

La quarta cessione dei bonus edilizi trova applicazione alle soli comunicazioni di prima cessione credito o sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate dal 1° maggio 2022. Non è quindi possibile ricorrervi per i crediti già ceduti al 30 aprile alle banche, che non potranno pertanto smaltire il proprio magazzino di vecchi crediti derivanti dalle precedenti operazioni. Questa saturazione, di fatto, non permette neppure di acquistare nuovi crediti avendo ormai raggiunto la capienza fiscale massima. Questo significa che il blocco dei nuovi cantieri resta invariato, perchè le imprese di costruzione non avviano i lavori finchè non hanno la certezza che potranno poi incassare liquidità dalle banche una volta riversati i crediti acquisiti tramite sconto in fattura.

Le possibili novità

Negli ultimi mesi si sono succeduti diversi provvedimenti di modifica: inizialmente, con la legge di Bilancio 2022, erano state abolite le cessioni dopo la prima, poi anche in considerazione delle richieste arrivate dal settore, le cessioni sono state portate a tre, a patto che la seconda e la terza fossero nei confronti di banche o soggetti vigilati; infine, con il sopra citato Decreto Energia-Bollette, è stata prevista anche una quarta cessione, che però non può avvenire se prima non sono già state effettuate le tre sopra descritte e deve essere rivolta necessariamente verso un proprio correntista.

Il ministro Franco alla Camera ha anticipato che il Governo intende allentare ulteriormente il paletto, stabilendo che le cessioni complessive potranno essere quattro e che quella verso i correntisti non dovrà più necessariamente essere la quarta ma dovrà restare l’ultima, nel senso che il correntista acquirente non potrà più effettuare un’ulteriore cessione, anche se non è ancora stato raggiunto il numero massimo di operazioni.

Sembrava probabile che la norma fosse inserita nel decreto Aiuti insieme al Superbonus, ma in base alle prime indicazioni fornite dal Governo dopo l’approvazione in CdM non ci sono notizie su questo punto. Non è chiaro se questo significhi che la modifica è stata rimandata o se rientrerà comunque nel testo finale del decreto.

Le parole di Draghi all’Europarlamento potrebbero gettare nuove nubi sul mercato dei crediti collegati al Superbonus:

il venir meno del contrasto di interessi tra fornitori e acquirenti per effetto della completa copertura dei costi da parte dell’incentivo potrebbe aver influito sui prezzi concordati sui lavori ammessi e aver accresciuto l’onere complessivo della misura.

Insomma, il futuro del Superbonus è segnato, ma si sapeva già. Tuttavia, restano da appianare le criticità esistenti sulle pratiche rimaste aperte e non liquidate. Su questo punto, almeno, è necessario trovare una soluzione.