Superbonus 110% anche per chi lavora all’estero

di Redazione PMI.it

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Superbonus 110%, la residenza non è penalizzante, ma non tutte le opzioni per la sua fruizione sono disponibili: i chiarimenti del Fisco.

In merito al Superbonus 110%, l’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 500/2020 ha chiarito che la fruizione dell’Ecobonus 110% non è penalizzata dalla residenza del contribuente. Il contribuente che lavora all’estero, è iscritto all’AIRE e in Italia non ha redditi su cui effettuare la detrazione d’imposta, può dunque beneficiare del Superbonus 110% optando per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, ma non per la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. Vediamo perché.

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Condomino non residente: accesso al Superbonus 110%

Un cittadino iscritto all’AIRE che risulti essere fiscalmente residente all’estero e sia in possesso di un immobile in Italia può fruire delle detrazioni fiscali spettanti per gli interventi di efficientamento energetico agevolabili con il cosiddetto Superbonus 110%.

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Nel rispondere all’istante, il Fisco ricorda che già nella circolare n. 24/2020, è stato chiarito che:

  • il decreto Rilancio, all’articolo 119, comma 1, lettera b) e comma 9 lettera b), ha individuato tra i destinatari del bonus le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni;
  • il Superbonus riguarda tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato che sostengono le spese per gli interventi agevolati.

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Non avendo però redditto in Italia, a parte quelli soggetti a tassazione separata, il contribuente che ha posto interpello all’Agenzia delle Entrate, per fruire dell’Ecobonus al 110%, non ha la possibilità di usufruire del beneficio in forma diretta, ma solo per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta previsti dall’articolo 121 del decreto Rilancio (Dl n. 34/2020).

Lo stesso discorso vale per i contribuenti che rientrano nello scaglione non tassato (no tax area).

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