Visita fiscale: esenzioni e assenze

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Domenico chiede

L’attestato della clinica, che dichiara il regime di day hospital (senza orario) per la fisioterapia, è valido ai fini di un controllo fiscale?

Barbara Weisz risponde

Nel caso in cui la sua assenza dal lavoro sia determinata dalla prestazione fisioterapica, deve controllare bene cosa prevede il suo contratto in materia di visite mediche, esami o trattamenti sanitari.

In genere, sono previsti permessi specifici per queste esigenze. E’ necessario, però, presentare idonea documentazione, che deve comprovare il fatto che la prestazione sanitaria si svolga nell’orario di lavoro.

In caso di ricovero in day hospital, dovrebbe essere la stessa struttura sanitaria ad effettuare direttamente le comunicazioni, in via telematica, informando sia il datore di lavoro sia l’INPS.

Nel caso in cui invece lei vada a fare questi trattamenti fisioterapici durante un periodo di malattia, l’adempimento fondamentale è l’avviso al datore di lavoro.

Nel caso in cui il lavoratore debba subire una visita medica (o, nel suo caso, un trattamento di fisioterapia) che coincide con la fascia di reperibilità, deve preventivamente avvertire l’impresa, che a sua volta inserirà il dato nel sistema telematico avvisando l’INPS.

Una piccola integrazione: ai fini della dichiarazione dei redditi, invece, il documento da conservare è la ricevuta/ fattura/ ticket nel caso in cui la prestazione sia stata fornita da una struttura del servizio sanitario nazionale.

Nel caso della fisioterapia, in effetti, serve anche un’attestazione relativa al fatto che la prestazione sia stata eseguita da personale medico.

In questo senso, ritengo che l’attestato della clinica sia un documento valido, l’importante è che contenga l’elemento sopra indicato: in parole semplici, deve essere chiaro che la fisioterapia è stata eseguita sotto il controllo di personale medico o paramedico.

Ci sono poi particolari prestazioni (ad esempio, massofisioterapia), che richiedono ulteriori elementi, ad esempio relativi alle qualifiche del personale che ha effettuato la riabilitazione. Un buon riferimento di prassi, sia per le regole generali sia per quelle più specifiche, è rappresentato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate 13/2019 dello scorso 31 maggio.