Ticket di licenziamento dopo lo sblocco, quando e quanto pagare

Risposta di

Redazione PMI.it

scritto il

Francesco chiede

Dopo la fine del blocco dei licenziamenti del prossimo marzo, si ritorna alle regole ordinarie? In generale, quando deve essere pagato il ticket di licenziamento se riguarda tutti i dipendenti, ed in base quali riferimenti normativi?

Redazione PMI.it risponde

Il blocco Covid ha  messo in stand by  le procedure aventi come oggetto i licenziamenti collettivi e quelli individuali per giustificato motivo oggettivo. Se non dovesse subentrare una proroga, da fine marzo 2021 torneranno ad applicarsi le consuete regole.

=> Licenziamenti, le regole sul blocco causa Covid

In generale, periodo di congelamento causa Covid a parte, il ticket di licenziamento deve essere versato entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello in cui avviene il licenziamento. Quindi, se l’interruzione del rapporto di lavoro avviene ad esempio nel mese di aprile, il termine per versare la somma da parte dell’impresa è il 16 giugno.

Lo prevede la circolare INPS 44/2013, che contiene le modalità operative relative allo strumento introdotto dalla Riforma del Lavoro Fornero del 2012.

Il ticket licenziamento, in base all’articolo 2, comma 31, legge 92/2012, sarà pari al 41% del massimale NASPI, dovuta per ogni 12 mesi di anzianità aziendale del dipendenti licenziato negli ultimi tre anni. Il ticket raddoppia per i datori di lavoro che effettuano licenziamenti di dipendenti in CIGS (non parliamo della cassa Covid, sono regole in vigore dal 2018). In particolare, è pari al 82% per i licenziamenti collettivi, moltiplicato per tre nei casi in cui non si raggiunga l’accordo.

Nel caso da lei esposto, infatti (che riguarda il licenziamento di tutti i dipendenti) la procedura avviene nell’ambito di un accordo sindacale.  Se invece la dichiarazione di eccedenza del personale non è stata oggetto di accordo, il contributo aziendale è moltiplicato per tre volte.

Sono previste una serie di eccezioni, per cui il ticket licenziamento non è dovuto in caso di cambi di appalto a cui segue l’assunzione presso un altro datore di lavoro e, limitatamente all’edilizia, nell’ipotesi di chiusura del cantiere.