Tasse su immobili all’estero

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Selene chiede

Avrei bisogno di chiarimenti in merito al pagamento delle tasse su un immobile acquistato all’estero (unico da me posseduto). Nel mio caso – dipendente statale con dimora in Italia e reddito annuo di 25mila euro – si tratta di un appartamento nella periferia di Londra, prima messo in affitto per 750 sterline al mese e poi venduto. Tra IVFE e tasse sul reddito, il commercialista mi ha prospettato oltre 9.000 euro di tasse: è possibile?

Barbara Weisz risponde

Sugli immobili all’estero si paga l’IVIE, che si ottiene applicando un’aliquota dello 0,76% al valore dell’immobile. Nei paesi UE o e aderenti allo spazio economico europeo, il valore di riferimento su cui applicare l’aliquota è in genere il valore catastale. In Gran Bretagna (Brexit permettendo), il valore di riferimento è quello sul quale si paga la Council Tax ai Comuni.

=> Regole IVIE per immobili all’estero

Le consiglio quindi di verificare che il metodo di calcolo della tassa non sia stato errato (es.: prezzo di vendita anziché rendita catastale).

Tenga presente, però, che nel suo caso scattava anche la tassa sul canone di affitto incassato: in questo caso verifichi che non sia scattata una doppia imposizione (se affittava tramite un’agenzia, è possibile che avessero già trattenuto l’imposta).

Colgo l’occasione per ricordare che è possibile dedurre dall’IVIE l’eventuale tassa patrimoniale pagata nel paese in cui si trova l’immobile (ma non è il caso della Gran Bretagna). Un utile punto di riferimento sull’IVIE (che in pratica è l’IMU sugli immobili all’estero) è la circolare delle Entrate 28/2012.