Riconoscimento fragilità, smart working ed esenzione vaccinale

Risposta di Barbara Weisz

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Tiziana chiede:

Ho l’obbligo di lavorare in presenza dal 17 febbraio e da allora sono sospesa come assente ingiustificata, anche se fino al giorno prima ero considerata fragile con diritto allo smart working in quanto affetta da fibromialgia (dal 2020 riconosciuta malattia con disturbo del sistema immunitario) e sensibilità chimica multipla che mi causa invalidità cronica con periodi di acutizzazione. Non ho diritto al lavoro in smart working o all’esenzione dal vaccino?

I lavoratori fragili hanno diritto allo smart working e, nel caso in cui questo non sia praticabile, all’equiparazione dell’assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero. Per essere considerati  fragili bisogna ottenere specifica certificazione, rilasciata dalle autorità sanitarie e prevista per specifiche tipologia di patologie. Le trova elencate nel decreto interministeriale della Salute, del Lavoro e della Pubblica amministrazione dello scorso 4 febbraio.

=> Esenzione vaccino: dal 27 febbraio certificato digitale

  • Se la sua patologia rientra fra quelle con diritto all’esenzione deve andare dal medico a farsi rilasciare la necessaria attestazione: a quel punto avrà diritto sia allo smart working (fino al 31 marzo 2022) sia all’esenzione dal vaccino, che tra l’altro funge anche da documento alternativo al Green Pass per la verifica delle presenze sul luogo di lavoro.
  • Se invece la sua patologia non è ricompresa fra quelle che prevedono oggi il riconoscimento di categoria fragile, non ha diritto né all’esenzione dal vaccino né al lavoro agile, e la sua eventuale assenza dal lavoro in presenza è considerata ingiustificata senza diritto allo stipendio.

Risposta di Barbara Weisz

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